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Da Bilbao al Dnipro, la stagione flop del Napoli

Dopo essere stato eliminato nei playoff di Champions dall’Athletic Bilbao, i partenopei hanno perso nelle semifinali di Europa League e Coppa Italia. Gli azzurri in campionato sono solo quarti, hanno 20 punti in meno della Juve e un mare di occasioni sprecate sul groppone. Che fine ha fatto Higuain? Dev’essere rimasto ancora sotto shock per l’errore commesso nella finale Mondiale contro la Germania.
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A cura di Alessio Morra
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Vorrei, ma non posso. Con questa frase classica si può descrivere la stagione del Napoli, che è fallimentare. I partenopei hanno sbagliato quasi tutto. Gli azzurri sono usciti nei playoff della Champions League ad agosto, e sono stati eliminati nelle semifinali di Europa League e nelle semifinali di Coppa Italia, attualmente sono quarti in campionato, hanno venti punti in meno della Juventus e sul groppone un mare di occasioni sprecate. Dietro la lavagna finisce naturalmente Rafa Benitez, ma lo spagnolo non è l’unico colpevole. Perché la società non lo ha aiutato, lasciandogli una rosa incompleta. E perché i presunti top player del Napoli – leggasi Higuain, Callejon e in parte Hamsik – nei momenti decisivi sono sempre mancati.

Il Napoli è caduto sempre sul più bello. Nessuno può dire il contrario, e dare le colpe agli arbitri o a Platini non è corretto. Il Napoli al San Paolo esordisce in stagione giocando con l’Athletic Bilbao nel playoff della Champions. I baschi passano in vantaggio, Benitez trova il pari nella ripresa e cerca la vittoria gettando nella mischia Michu, un autentico oggetto misterioso, che dopo quel match non si è visto più. Da Bilbao il Napoli se ne va carico di meraviglie. De Laurentiis non ottiene i soldi della Champions e il mercato si chiude senza botti (i nuovi sono Koulibaly e David Lopez). L’avvio del campionato è deludente. Benitez snocciola dati e numeri con cui prova a dimostrare che la squadra c’è, ma quei numeri contano poco. Perché alla fine il calcio è più semplice di quanto si pensi: per vincere bisogna fare un gol più dell’avversario. Con fatica gli azzurri trovano la retta via, vincono la Supercoppa Italiana e sembrano riavvicinarsi al tanto agognato terzo posto, sì il terzo perché i primi due sono (o sembrano) irraggiungibili.

Ma all’improvviso quando c’è da cambiare marcia in campionato, con una Roma in crisi, il Napoli si scioglie e diventa di burro in trasferta. I partenopei vengono sconfitti da Palermo, Torino, Verona, Roma e Empoli. Prendono tanti gol, ma non ne segnano quasi. Perché il gioco di Rafa è diventato prevedibile, perché Callejon (che in estate voleva andar via) è l’ombra di se stesso (come Mertens) e perché il ‘Pipita’ Higuain alterna giornate di gloria a errori clamorosi, come quelli visti nella doppia sfida con il Dnipro. Forse nella testa dell’argentino è rimasto ancora l’errore colossale commesso nella finale dei Mondiali, e non avere una valida alternativa (forse) non lo ha aiutato a rifiatare.

Le eliminazioni subite in Coppa Italia e Europa League sono identiche: 1-1 all’andata e poi ko per 1-0 al ritorno. Certo, si dirà, che sono situazioni e avversari diversi. Ma il Napoli non ha mostrato mai nelle occasioni importanti quel carattere che hanno le grandi squadre. E agli azzurri è mancata pure l’umiltà, quella avuta dal Dnipro che – giocando un calcio molto semplice – è riuscito a raggiungere la prima finale europea della sua storia. A fine stagione saranno sessantuno le partite giocate per il Napoli, nemmeno la Juve ne giocherà così tante, ma la sensazione che si ha e che tutte queste partite sono state quasi inutili. Benitez, che sta discutendo ancora sul suo contratto, adesso deve provare a salvare la stagione cercando di raggiungere il terzo posto, che alla fine comunque non darebbe certezze. Perché arrivando terzo il Napoli dovrebbe giocare di nuovo il playoff e quindi si ritornerebbe al punto di partenza di questa stagione. Tante parole, tante polemiche, tante lamentale, tante partite, (forse) per non far cambiare niente. E sullo sfondo c’è il Napoli di Mazzarri (un ex poco rimpianto) che due anni fa chiuse al secondo posto e con una manciata di punti dalla Juve.

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