L'ultimo, fortissimo, comunicato emesso dalla Curva Nord potrebbe iniziare – e riassumersi – laddove finisce: "Noi siamo l'Inter". In un nuovo trattato in cui si elencano tutte le colpe altrui, nessuno escluso. La frangia più estrema del tifo interista, la stessa che vanta una militanza di "50 anni" fatta di tifo vero, chilometri percorsi, striscioni, cori, coreografie e battaglie non risparmia nessuno: da Icardi e Wanda Nara che speculano sulla loro posizione, ad una società "lontana" che ha "gestito male" la situazione, all'allenatore Spalletti che parla con "frasi di circostanza", agli altri tifosi "da pc e tv". Senza dimenticare il giornalismo che riconosce – bontà sua – una storia oramai giunta al "capolinea".

Insomma, tutti a tacere e dietro la lavagna, perché "Noi siamo l'Inter" ricordano gli ultrà della Nord con quel piglio di arroganza e cinismo che pone tutto e tutti in secondo piano. Solo la Curva e la maglia nerazzurra si salvano, perché "nessuno come la Nord ha a cuore il futuro dell’Inter", nella classica logica ultrà dove unicamente chi sta in curva ha il diritto di tifare nel bene e nel male. E soprattutto di giudicare, ma di non essere giudicati perché "chi ha la presunzione di giudicarci, ricordiamo che la nostra, è una riconosciuta storia di sacrifici, chilometri percorsi, battaglie, voce e coreografie lunga 50 anni"

Quindi, ecco l'anatema ultrà contro Icardi (già tacciato di mercenarismo), contro Wanda che specula, Spalletti che parla a vanvera e difende (?) un "reale avvicinamento" quando l'unico motivo sono le tanto odiate "esigenze di rivalutazione del valore di mercato", le stesse che permettono a Suning di non sperperare un patrimonio o di non voler fallire l'obiettivo Champions League. Aspetti marginali della Nord che sarebbe (con i soldi e gli investimenti altrui) pronta a rinunciare anche all'Europa, perché con questi presupposti sarebbe "controproducente per creare le premesse di un ambiente unito come dovrebbe esser lo spogliatoio di una squadra con reali ambizioni di successo future".

Insomma, per la Curva Nord Icardi non deve giocare; Spalletti non deve allenare; Suning non deve dirigere la società; i tifosi non devono tifare. Perché "Noi siamo l'Inter", dicono, e soprattutto "Non abbiamo nulla da dimostrare a nessuno".