La ricostruzione dei fatti e le prove che la polizia di Las Vegas sta acquisendo. Null'altro conta – al di là delle voci su episodi simili avvenuti al 2005 – nella vicenda del presunto stupro che vede Cristiano Ronaldo sotto i riflettori per le accuse rivoltegli da Kathryn Mayorga. Il caso risale al 2009: all'epoca dei fatti la donna, oggi 34enne e insegnante, era una aspirante modella mentre CR7 non ancora all'apice della carriera (l'avrebbe raggiunta in seguito, passando dal Manchester United al Real Madrid). Cosa è successo nella suite dell'albergo Palms Resort di Las Vegas quella sera del 13 giugno? Perché la donna accettò di firmare un accordo extra-giudiziale per chiudere la questione, accettando una somma di 375 mila dollari, mentre oggi – a distanza di 9 anni – ha cambiato idea? E soprattutto la sua denuncia può davvero portare il campione portoghese a processo?

L'indagine è un atto dovuto, conseguenza della nuova azione legale. Gli inquirenti stanno cercando di comporre i pezzi del puzzle nonostante il materiale probatorio di allora – quello raccolto dopo la prima denuncia, dall'abbigliamento intimo fino ai test medici – sia stato smarrito. Tutto verrà inserito nel dossier consegnato al magistrato della Contea di Clark (in Nevada) presso la quale lo scorso 27 settembre è stato presentato il nuovo documento da parte dell'avvocato, Leslie Stovall, e sarà il giudice a decidere se ci sono gli estremi per un rinvio a giudizio oppure archiviare il fascicolo. Quanto alla tempistica del procedimento, sarà relativamente breve: molto dipenderà dall'attività investigativa della polizia.

Cosa c'è scritto nella nuova denuncia di Kathryn Mayorga. Nell'atto c'è il racconto fornito da Kathryn Mayorga su cosa accadde quella notte, la richiesta di un risarcimento economico e di considerare nullo quel patto di riservatezza che sarebbe stato siglato all'epoca sia dalla donna sia da Cristiano Ronaldo che figurava con lo pseudonimo di Tropher. Perché quel vincolo di silenzio sarebbe stato violato? Il legale della donna ha sollevato alcune eccezioni per impugnare quel documento:

  • Ronaldo doveva essere presente alla mediazione (situazione che non si sarebbe verificata)
  • la sua assistita non era pienamente ‘capace' di intendere e di volere al momento della sottoscrizione perché psicologicamente turbata e soprattutto sarebbe stata ‘incoraggiata', spinta a mettere nero su bianco per evitare o ritardare l'indagine penale per la presunta violenza sessuale consumata dal calciatore.

Potrebbe essere ascoltato lo stesso Ronaldo? Non è da escludere e non è detto che il calciatore debba per forza recarsi in Nevada per essere ascoltato dagli inquirenti. Tutto potrebbe avvenire a mezzo posta elettronica oppure in video-conferenza. Potrebbe essere richiesta anche una testimonianza da parte dell'altra presunta vittima di CR7  che si sarebbe messa in contatto con Kathryn Mayorga e le cui generalità sarebbero state girate dai legali della donna alla polizia.

I verbali pubblicati da Der Spiegel. In una mail risalente al 2009 e spedita al suo avvocato, Ronaldo avrebbe ammesso che Kathryn Mayorga aveva respinto il suo approccio più volte dicendo "no, fermo". Il testo, comprensivo anche dei particolari più scabrosi di quella notte (quelli narrati dalla donna), è contenuto nel servizio pubblicato dal settimanale tedesco ed è tutto da verificare.

La difesa affidata al legale delle star di Hollywood. Uno dei legali scelto da Cristiano Ronaldo per il proprio caso è David Chesnoff, conosciuto come l'avvocato delle star di Hollywood e dei vip (fu lui a rappresentare, tra gli altri, Mike Tyson). In un comunicato afferma che Cristiano Ronaldo respinge con decisione tutte le accuse e soprattutto rileva come già nel 2009 le indagini vennero chiuse dalla polizia. E adesso solo se ci saranno prove sufficienti si andrà a processo.