L'Inter è ripiombata tra vecchi fantasmi che non la lasciano mai: la rabbia di Firenze per gli errori dell'arbitro Abisso ha prodotto il risultato peggiore a Cagliari, sfociando in una sconfitta che ha visto precipitare i nerazzurri sotto il terzo posto, conquistato nell'anticipo di sabato dal Milan con la vittoria sul Sassuolo attraverso un autogol di Lirola. Una sconfitta che brucia e che riapre una nuova piccola crisi di gioco e di risultati nel gruppo di Luciano Spalletti.

Fragilità, frizioni interne, malumore diffuso e pressione esterna. Non c'è un elemento che possa giocare a favore dei nerazzurri orfani di Icardi sul quale la società sta imponendo giorno dopo giorno una sorta di coprifuoco, puntando l'attenzione altrove e non sui problemi legati all'argentino. La cui assenza inizia a pesare perché l'Inter ha sempre la solita difficoltà: non riesce a segnare.

I troppi gol subiti

Un problema che è evidenziato dalla mancanza di continuità di risultati e dai (troppi) gol che sta subendo la difesa, lasciata scoperta da una mediana che marcia a ritmi insufficienti. In due gare esterne ha subito 5 reti che potevano essere 6 se Barella non sbagliava dagli 11 metri. Troppi per pensare che si possa reggere il ritmo da chi arriva da dietro in classifica e provare ad accorciare sul secondo posto.

La media che cala

Al di là delle polemiche, su chi può avere ragione o torto, l'Inter senza Mauro Icardi nelle ultime due uscite lontano da San Siro ha rovinato anche le statistiche che sembravano essere comunque positive. Con la punta argentina fuori dal campo, l'Inter ha disputato in totale 20 partite conquistando 34 punti con una media di 1.70 punti a gara. Nelle sei partite senza Maurito, i punti sono stati in totale 13, calando da una media di 3 punti a gara a una più modesta di 2.16