Daniele Atzori era il tifoso del Cagliari morto allo stadio durante la partita di campionato contro la Fiorentina. A pochi giorni dall'anniversario della morte di Davide Astori quei cori dei sostenitori viola in trasferta contro il supporter sardo colpito da un infarto e deceduto sugli spalti hanno alimentato sdegno. Un insulto alla memoria dell'ex capitano ricordato ancora una volta prima dell'incontro sia dai rossoblù sia dai toscani.

"Devi morire" e altri slogan di questo tenore, ecco cosa urlavano gli ultrà al seguito della squadra di Pioli: per quelle frasi un Comunicato della Curva gigliata ha definito come ‘malinteso' quanto accaduto; la Fiorentina ha espresso solidarietà alla famiglia scusandosi per quanto accaduto. Il fratello di Daniele, Alessandro Atzori, ha chiuso la vicenda scrivendo una lettera nella quale ha espresso perdono per quel brutto episodio. "E' morto per via del suo cuore, non dei cori di pochi scalmanati insensibili", le parole dell'uomo che ha voluto così calare il silenzio su una vicenda grottesca e biasimevole.

Vorrei che la società della Fiorentina, il sindaco della città di Firenze e tutti i veri tifosi – scrive il fratello di Daniele Atzori in una lettera pubblicata sul giornale L'Unione Sarda – sappiano che né io, né tantomeno la mia famiglia ci sentiamo offesi dai cori contro la vita di mio fratello. Perché so bene cosa vuol dire stare in uno stadio, dove la competizione diventa palpabile anche sugli spalti. Dove lo sfotto' diventa protagonista tra le tifoserie, dove la passione ti porta a dire cose che nel quotidiano non si pensano minimamente. Amo Firenze, amo i fiorentini, la culla della nostra lingua e so, come anche Dany sapeva, che cori così ci sono e sempre ci saranno negli spalti, ma che sono e devono restare tali, senza assorbirli, senza offendersi… senza ‘ti aspetto fuori'.