Cristiano Ronaldo sta bene, ma quando hai infortuni muscolari, anche di piccola entità, bisogna stare attenti a rischiare. Abbiamo comunque 25 giocatori di qualità, è la fortuna della Juve.

Prudenza. Le parole del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, sulla condizione di Cristiano Ronaldo alimentano il timore che il campione portoghese possa non essere pronto a tornare in campo nemmeno per il 10 aprile, giorno dell'andata dei quarti di finale. L'infortunio subito in nazionale (lesione di apparente modesta entità ai muscoli flessori della coscia destra) ha tenuto col fiato sospeso i bianconeri nonostante le rassicurazioni fornite dallo stesso calciatore: "Conosco il mio fisico e so che entro un paio di settimane sarò di nuovo a posto".

Cautela sui tempi di recupero di Ronaldo

CR7 è tornato giovedì alla Continassa dopo aver fatto tappa a Barcellona per adempiere a un impegno con uno sponsor e – come sottolineato dai giornali spagnoli – anche per un consulto medico nella clinica Corachan specializzata nella medicina per la rigenerazione del tessuto muscolare. Nel quartier generale della Juventus l'ex Real ha effettuato terapie e una visita di controllo che hanno scandito l'inizio del percorso di recupero studiato perché possa rimettersi in sesto in tempo utile.

Per rischiare di rientrare per una singola partita puoi compromettere il finale di stagione, è più importante tutelare due mesi che una partita sola – ha aggiunto Agnelli durante l'evento Il Foglio a San Siro -. Poi certo avere in campo Cristiano Ronaldo, il miglior giocatore del mondo, ti dà più sicurezza ma serve attenzione.

Da CR7 alla nuova Champions: No a gare nel weekend

Nell'intervento del presidente Agnelli a San Siro c'è spazio anche per il discorso relativo alla riforma del calcio europeo e internazionale. Un cambiamento che potrebbe rivoluzionare la geografia delle Coppe e, al tempo stesso, dei campionati nazionali. Cosa succederà alla Champions? Come cambierà la formula del Trofeo?

La parola week-end per la Champions League del futuro non è mai stata presa in considerazione – ha aggiunto Agnelli -. E' un tema irrilevante ora, che diverte solo il mondo dei media. Il futuro del Calcio è tutto da scrivere. Il tema è il calendario internazionale che scade nel 2024 e credo che avremo bisogno di 12-18 mesi per arrivare ad un vero progetto del calcio europeo insieme alla Uefa.

San Siro, stadio da abbattere (secondo Agnelli)

Tra gli spunti di riflessioni delle ultime ore c'è anche il dibattito sul destino dello stadio ‘Meazza' di San Siro. Inter e Milan si sono dette favorevoli alla demolizione e alla costruzione di una nuova struttura in un'area situata nei pressi di quella dove sorge attualmente il ‘vecchio' impianto. La tifoseria è spaccata, le stesse istituzioni cittadine sembrano perplesse.

San Siro è un pezzo della storia italiana – ha concluso Agnelli -. Ma bisogna fare riflessioni su cosa sia un impianto moderno che possa essere usato a 360 gradi. Da questo punto di vista San Siro fa sentire sua età. Fossi io a scegliere, vorrei impianto moderno e completamente nuovo.