Emiliano Sala è morto per ferite al volto e al petto. Questo ha detto l'autopsia sul cadavere del giovane giocatore recuperato in mare all'interno della carlinga distrutta del Pipier Malibu su cui viaggiava verso Cardiff. Un corpo deturpato dalle troppe ore in mare, riconoscibile solamente dalle impronte digitali, al quale i parenti e gli amici potranno tributare un doveroso funerale. Precipitato nella notte del 21 gennaio, la salma di Sala è stata ritrovata solamente lo scorso 4 febbraio.

I primi particolari dell'autopsia

Non c'era la certezza che il corpo ritrovato tra i rottami fosse del bomber argentino che aveva appena firmato col Cardiff per giocare in Premier League. All'appello mancavano lui e il pilota. Poi l'analisi delle impronte e la macabra conferma. L'avviso ai familiari e poi l'autopsia eseguita dopo l'apertura di una inchiesta (ancora in corso) e una relazione completa della Air Investigation Branch.

Una relazione fra due settimane

Gli esiti con i particolari non saranno pubblicati per un periodo da 6 a 12 mesi, anche se una relazione intermedia dovrà essere presentata entro due settimane in cui ci saranno alcuni dettagli. Intanto non si dà pace la famiglia di David Ibbotson, il pilota che guidava il piper Malibu N264DB precipitato nella Manica e il cui corpo risulta al momento ancora disperso.

Il dolore e le ricerche della famiglia del pilota

La famiglia non cede al dolore e continua a sostenere economicamente le ricerche: "Sappiamo che è morto ma lo vogliamo a casa. È stato un ottimo marito, ci ha sempre supportato ed era la nostra roccia. Ci sentiamo come se fosse appena uscito da solo in questo momento – ha confessato la moglie Nora, supportata dalla figlia Danielle in una intervista rilasciata al " Good Morning Britain" – So che le condizioni meteo non sono delle migliori ed il mare è pericoloso, ma abbiamo bisogno di un'ultima occhiata.