Una gara dai due volti a Verona riconsegna al campionato un'Inter sempre in costruzione. Bella a metà, ma non basta. Il Chievo ha strappato un pari meritato con maggior convinzione nel finale, approfittando del solito calo mentale nerazzurro che accompagna la squadra di Spalletti da inizio stagione. Bene Perisic, tornato al gol, così come Joao Mario alternativa più che positiva in mediana. Anche Icardi con Lautaro hanno convinto di più del 4-3-3 iniziale dove Nainggolan al momento è inguardabile e la difesa si è ritrovata più di una volta in affanno.

I tre top nerazzurri

Il ritorno al gol di Perisic

Di buono c'è certamente il ritorno al gol di Ivan Perisic, il croato che si è ritrovato al Bentegodi. Una dose di fiducia e autostima visto che l'appuntamento con la rete in nerazzurro mancava da settembre. L'esterno offensivo è da inizio stagione che fallisce l'appuntamento con la continuità, risultando spesso ininfluente nel gioco offensivo interista. Malgrado Spalletti faccia fatica a toglierlo dal campo-

Joao Mario, soluzione utile

In mediana, anche se non convince il modulo scelto per la partita contro il Chievo, ha dato segnali di ripresa anche Joao Mario, portoghese relegato a inizio stagione tra tribuna e panchina e oggi utile per far rifiatare altri mediani come Gagliardini, Borja Valero e Vecino. Mai veloce, è però sembrato al centro del fraseggio, cercato dai compagni, con fraseggi di prima con Perisic e Icardi.

Icardi e Lautaro buoni movimenti

Anche a Verona da parte del capitano nerazzurro c'è stato grande movimento, assist e recuperi, rientri a centrocampo ma ciò che è mancato è il gol e per una prima punta come il capitano dell'Inter non è cosa da poco. Quando è entrato il Toro, in attacco si è creato di più ma c'è da giocare con maggiore continuità perché è più convincente il 4-4-2 del 4-3-3 proposto a Verona.

 

I tre flop nerazzurri

Nainggolan fuori forma

Manca da inizio stagione e ancora è lontano dai suoi momenti migliori: Radja Nainggolan è tornato a giocare, Spalletti gli ha dato minutaggio al Bentegodi e per un'ora ha retto almeno sulla corsa. Ma pochissimi i contrasti, ancor meno le palle recuperate e soprattutto è apparso fuori dalla manovra. Non è il ninja che serve in mediana, laddove il Chievo è riuscito troppo spesso a essere in superiorità numerica. A questi livelli non serve.

Le amnesie difensive

La difesa deve ancora una volta lavorare sull'approccio nei 90 minuti. Le qualità ci sono perché i 4 in difesa oramai giocano con continuità e si trovano a memoria ma troppe sbavature nel momento della pressione. Soprattutto l'ex Lazio de Vrij ha sbagliato più di una ripartenza e se anche Skriniar non è in giornata top, il reparto ne risente. Un tallone d'Achille che potrebbe pagare pegno con Insigne, Milik e Mertens, avversari di qualità e velocità.

I cali di tensione

A Verona è andata in scena la solita Inter dalle due facce: ordinata e determinata per un'ora, poi una superficialità che l'ha punita nei minuti finali con il gol di Pellissier, complice tutta la squadra disunita e poco concentrata. Un errore fatale che contro un avversario più quotato come il Napoli potrebbe risultare ancor più grave ai fini del risultato. Spalletti lo aveva detto, e puntualmente si è ripresentato il problema: 90 minuti sembrano una eternità.