Un calcio d’angolo battuto d’astuzia, di furbizia, come mai avevamo visto fare prima. Forse solo una volta proprio nel nostro campionato italiano, in Serie A, quando Taddei, ex brasiliano della Roma si inventò il tiro dalla bandierina mettendo la palla in gioco toccandola solo con la suola della scarpa. Già, quella Roma che oggi fa tanto parlare proprio per quell’analogia con il Liverpool che ieri sera ha compiuto quasi la stessa rimonta fatta dai giallorossi un anno fa sempre a danno del Barcellona di Valverde. Questa volta però, al centro dell’area di rigore, dalla battuta del corner il gol decisivo non l’ha siglato Manolas, bensì Origi, messo lì al posto di Salah.

E l’assist vincente? E’ qui viene il bello: calciato da un classe 1998 che di professione fa l’esterno destro. Stiamo parlando di Trent Alexander-Arnold, il terzino inglese lanciato da Klopp come titolare al suo arrivo nel club Reds e che ora è diventato inamovibile anche in Nazionale. Lui, con una perspicacia tipica dei ragazzini di quell’età, dimostrandosi sveglio, ha messo la palla al centro quando il Barcellona si stava ancora sistemando facendo esplodere Anfield. Il calcio d'angolo è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione scandita dai numeri oltre all'assist decisivo: 81 tocchi, 56 passaggi, 8 cross, 4 palle intercettate. Scopriamo chi è in questo focus.

Alexander-Arnold e l’esplosione nel segno di Klopp

Prima di mettersi in mostra e far parlare di sé per la convocazione ai Mondiali in Russia nella rosa scelta dal ct Southgate per la sua Inghilterra, Alexander-Arnold era solo una giovane promessa del calcio inglese. Nel 2015 però, la sua vita è cambiata con l’arrivo di Klopp sulla panchina dei Reds. Complice l’infortunio accorso a Clyne e le prestazioni non proprio esaltanti di Joe Gomez sulla destra, il tecnico tedesco non c’ha pensato su due volte prima di mandarlo in campo da titolare.

Un esordio che ha lasciato subito il segno in quel 14 dicembre 2016 contro il Middlesbrough in Premier League seguito poi anche dall’esordio in Champions dove Klopp non ha avuto paura a schierarlo subito. Contro il Siviglia, alla prima, non fu convocato, ma partì poi titolare contro lo Spartak Mosca facendo registrare subito una gara importante da veterano. Da quel momento in poi per quel Klopp non c’erano più dubbi: sarebbe stato lui il suo titolare a destra. E ieri sera s'è preso anche i complimenti via Twitter da parte di Cesc Fabregas, catalano doc.

Prodotto del vivaio Reds

A vederlo i tratti somatici del suo volto lasciano intendere quanto sia ancora molto giovane Trent e quanta strada abbia ancora davanti a sé per sfondare ulteriormente nel calcio. Già, perchè la scalata nel calcio che conta di Alxander-Arnold è stata talmente rapida che nessuno avrebbe mai pensato di vederlo poi titolare fisso con Klopp in panchina.

Il giovane classe 1998 inglese è cresciuto infatti proprio nel vivaio del Liverpool dove dal 2014/2015 al 2016, ha totalizzato la bellezza di 22 presenze con i giovani ‘Reds’ realizzando anche 4 gol l’ultimo anno che hanno poi convinto lo stesso Klopp a portarlo subito in panchina con la prima squadra per poi concedergli la sua prima possibilità di esordire in maniera precoce in un campionato durissimo come la Premier League e farlo conoscere al pubblico di Anfield che ne ha subito apprezzato le caratteristiche e l’umiltà.

Al Liverpool, da tifoso, grazie a… un ‘cappello magico’

Ma l’incredibile storia di Alexander-Arnold non si ferma certo alle prestazioni, ai numeri e alla qualità di un ragazzo che in poco tempo ha visto la sua carriera prendere una piega decisamente inaspettata, tutta in discesa, contribuendo in modo significativo ai traguardi ottimi raggiunti dal Liverpool nelle ultime stagioni: finale di Champions e titolo di Premier da contendere al City all’ultima giornata. Lui, tifosissimo sin da bambino del Liverpool, ha però una storia del tutto particolare.

Il suo ingresso nell’Academy dei Reds è stato alquanto strano. In un’intervista in passato infatti, raccontò di essere stato molto fortunato poiché, quando gll si presentarono nella scuola per selezionare alcuni ragazzi per la scuola calcio del Liverpool, non c’era il numero disponibile di posti per prendere tutti. I cognomi furono addirittura messi in un cappello e sorteggiati. E per fortuna il suo nome fu estratto tra lo stupore dello stesso Trent.

La storia la fanno oggi i suoi numeri e le sue prestazioni

Ha segnato il suo primo gol con la maglia dei Reds il 15 agosto 2017 in occasione della vittoria esterna per 2-1 contro l'Hoffenheim, valevole per i play-off di Champions League, portando la sua squadra in vantaggio con un calcio di punizione. Un gol presagio della stagione che poi sarà. Nella stagione scorsa, 2017/2018, ha totalizzato 19 presenze in Premier, 1 gol e 2 assist, più 10 apparizioni in Champions condite da 1 gol e 1 assist.

I numeri di Alexander–Arnold con il Liverpool (Transfermarkt)
in foto: I numeri di Alexander–Arnold con il Liverpool (Transfermarkt)

Il Mondiale e la consacrazione totale in questa annata che sta finendo in modo incredibile con i Reds pronti a prendersi Premier e Champions League ma che mal che vada sarà comunque un successo. Ben 28 apparizioni nel massimo campionato inglese, 1 gol e udite udite, ben 11 assist! Un numero pazzesco a cui vanno aggiunti i 4 in Champions League in 10 presenze totali, più ovviamente l’ultimo sui piedi di Origi che è valso il 4-0 dei Reds sul Barcellona e soprattutto l’accesso in finale. Valore di mercato? Ora è di 50 milioni.

Il valore di mercato in salita vertiginosa dopo il suo esordio: da 1,5 milioni ai 50 attuali (Transferamarkt)
in foto: Il valore di mercato in salita vertiginosa dopo il suo esordio: da 1,5 milioni ai 50 attuali (Transferamarkt)

L’intuizione vincente nella notte di Anfield che ha portato i Reds in finale

Non c’è da meravigliarsi allora se adesso tutti i Inghilterra parlano di lui. Già, perchè anche se non è comparso tra i nomi dei marcatori, il 4-0 del Liverpool sul Barcellona porta la sua firma decisiva. Non un gol, ma bensì un assist, e che assist, per servire al meglio Origi solo al centro dell’area di rigore blaugrana e mandare i Reds in finale di Champions League.

Chiamatela pure spensieratezza, follia giovanile, comunque la si voglia definire, l’intuizione di battere un calcio d’angolo a sorpresa quando la difesa del Barcellona ancora non era pronta a sistemarsi in area di rigore, è stata davvero decisiva. Un pallone raso terra, teso, messo sui piedi di Origi che aveva l’obbligo di buttare la palla dentro e valorizzare la furbizia di un ragazzino che ora a Madrid, al Wanda Metropolitano, sogna di alzare quella coppa sotto il cielo spagnolo, sventolandola sotto la curva Reds come un vero tifoso.