L'impresa di Madrid si è realizzata all'insegna di Dusan Tadic, il trascinatore e leader di una squadra che ha già scritto una nuova pagina di storia e che lascerà ulteriori tracce importanti, sui campi da gioco e nelle prossime sessioni di mercato. Ragazzini terribili, gli ultimi eredi del' calcio totale' olandese, in una squadra dalla giovanissima età media (24 anni) ma che ha avuto il suo punto di riferimento in un 30enne, capace di segnare un gol e fornire due assist nell'epico 4-1 rifilato ai Galacticos.

Proprio nella serata in cui è sbocciato un Ajax votato al futuro, gli dei del calcio hanno deciso di consacrare chi al calcio aveva già dedicato la propria vita professionale: Dusan Tadic che a soli 30 anni sbarca per la prima volta tra i Lancieri, diventandone subito punto di riferimento, una ‘chioccia' d'autore, in grado di imprimere nella testa dei più giovani cosa significhi giocare a calcio per divertirsi. E vincere.

Talento serbo, mentalità olandese

Lui, che olandese non è, figlio della Serbia che cerca il riscatto nel pallone, calciando in periferia tra l'AIK Bačka Topola (squadra locale omonima della sua città natale) e il Vojvodina fino alla decisione di emigrare in Olanda, a soli 22 anni prima al Groningen poi al Twente. Anni di formazione, prima del passaggio in Premier League, tra i Saints, dove gioca 4 stagioni. Ma senza compiere il salto di qualità tanto atteso.

La mission: far crescere i giovani olandesi

Nel 2018, il ritorno in Olanda, per il nuovo progetto firmato Van der Sar e Overmars: 13 milioni al Southampton e il compito di fare da chioccia per la fucina di talenti che sta crescendo. L'Ajax per Tadic si trasforma sin da subito nella sua ‘Cocoon' personale, una seconda giovinezza che oggi appare essere solamente all'inizio. Consacrata al Bernabeu contro i Campioni d'Europa uscenti, ribaltando il risultato e i pronostici, tra corsi e ricorsi storici unici.

Nel segno di Zidane, tra veroniche e gol

Nel segno di Zidane, il suo idolo e musa ispiratrice sin da piccolo, del quale ha ereditato la voglia di giocare e il piacere di dedicarsi ai compagni, con il numero 10 sulle spalle, gratificato nella notte del Bernabeu. Perché Tadic ammutolisce i Blancos e il pubblico madridista abituato da sempre alla qualità sublime: assist, dribbling, gol e veroniche. Tutti in silenzio, tutti ad applaudire perché Tadic esalta e si esalta nella nuova versione del calcio totale. Sotto la guida di Erik ten Hag, ex vice di Guardiola che all’Ajax ha portato la filosofia di Pep.