Notti di coppe e di campioni. Mercoledì, ma anche martedì, da leoni. Messi e Cristiano Ronaldo, uno accanto all'altro durante la cerimonia di premiazioni, si sfideranno a distanza durante la fase a gironi. Ma i motivi di interesse, da qui a Natale, nelle notti d'Europa, non mancano. Perché la Champions League mette alla prova i talenti, divide i grandi giocatori dalle semplice promesse.

Vinicius contro il PSG

La doppia sfida del girone contro il Paris Saint-Germain dirà a quale categoria appartiene Vinicius, il baby prodigio del Real Madrid che nel giorno del suo diciottesimo compleanno ha versato 46 milioni di euro al Flamengo per regalarsi il suo cartellino. Già primo nato negli anni Duemila a debuttare in prima squadra con i "blancos", con 18 presenze nella Liga alle spalle l'anno scorso, è il jolly in più di Zidane che già ha battuto i parigini negli ottavi due anni fa, e nel girone nell'edizione 2015-16, prima di vincere la Champions League.

Joao sarà ancora… Felix?

Il Bayern Monaco, l'unica delle quattro tedesche qualificate ancora senza vittorie in Bundesliga, il suo successo l'ha già festeggiato prima del sorteggio che li oppone anche al Tottenham finalista l'estate scorsa. Robert Lewandowski, con tanto di occhiali anni Settanta, ha firmato il prolungamento del contratto fino al 2023.

Il 4-3-3 di Bosz, nuovo tecnico del Bayer Leverkusen, metterà alla prova la Juventus insieme al déjà-vu con l'Atletico Madrid di un Joao Felix che ha stupito subito il portiere dei Colchoneros, Oblak, col suo talento. Venti gol e undici assist all'attivo l'anno scorso, terzo giocatore più pagato di sempre, è un numero 10 moderno. "Ha un senso del gioco straordinario" ha detto Rui Costa, come riporta L'Equipe, "indovina in anticipo quel che potrebbe succedere davanti alla porta". Per Joao Tralhao, suo ex coach nella squadra riserve del Benfica, ha sempre elogiato la sua maturità nei gesti conclusivi dell'azione. Calibrato, metodico, raramente eccede nella giocata. La sfida con la Juve di Sarri dirà molto anche del suo valore.

Neymar contro Sancho

Particolarmente interessante il confronto tra il Barcellona, che ha aggiunto Neymar alla rosa, e il Borussia Dortmund di Jadeon Sancho, il più giovane a raggiungere i 15 gol in Bundesliga. Alla nuova Inter di Conte servirà il meglio dello spirito battagliero del tecnico, soprattutto nella fase difensiva. Evitato lo scontro da ex contro la Lokomotiv Mosca di Joao Mario.

Il sogno dell'Atalanta, il doppio déjà-vu del Napoli

Non è andata poi così male all'Atalanta, con Shakhtar Donetsk e Dinamo Zagabria oltre al Manchester City. I Citizens, nella scorsa fase a gironi, hanno battuto 6-0 gli ucraini: in quel momento, era la vittoria interna più larga della squadra nella storia delle coppe europee, sarebbe stata presto superata dal 7-0 allo Schalke 04 negli ottavi. Il vice-allenatore dello Shakhtar, João Brandão, avrebbe magari sperato in un regalo diverso per i 37 anni che ha festeggiato ieri.

Curioso il doppio déjà-vu del Napoli contro il Liverpool campione d'Europa, con l'ulteriore atout di Alisson e Van Dijk premiati come miglior portiere e miglior difensore Uefa della scorsa stagione, e il Salisburgo. Il Liverpool ha vissuto sulla parata di Alisson a Milik il momento "sliding door" della stagione europea. Il Salisburgo di Jesse Marsch, senza più Marco Rose passato al Monchengladbach, ha accarezzato la rimonta sugli azzurri negli ottavi di Europa League.

Chelsea e Ajax, vivai d'Europa

L'equilibrio premia il gruppo G. Lo Zenit, che ha in difesa l'esperto Ivanovic, 35 anni, campione d'Europa con il Chelsea nel 2012, ritrova il Lione dopo la doppia sconfitta nella fase a gironi di tre anni fa. "Bello incontrarli di nuovo" scrive il club suo sito ufficiale. In un girone di giovani talenti, potrebbe brillare la stella di Houssem Aouar, prodotto delle giovanili del Lione, destinato ad assumersi responsabilità più estese dopo la partenza di Tanguy Ndombele e Nabil Fekir. Sarà anche l'occasione della principale prova della carriera da allenatore di Nagelsmann, passato dall'Hoffenheim al Lipsia, a cui si chiede non solo di rappresentare un modello tattico e un riferimento per una certa scuola di pensiero calcistico, ma di lottare per il titolo in Bundesliga.

A proposito di giovani, Mount e Abraham vivranno le prime grandi notti di Champions, insieme a Frank Lampard, contro la squadra che della promozione dei giovani fa un vanto e una politica gestionale proficua da generazioni. Due scuole a confronto, quelle di Ajax e Chelsea, che nell'ultima stagione sta cambiando pelle. Ogni regola, però, ha le sue eccezioni e allora occhio anche a Dušan Tadić, sei gol e cinque assist l'anno scorso con gli ajacidi in Champions. Saranno 38 le reti per il capitano dell'Ajax a fine stagione. Senza più Kasper Dolberg, la forza creativa dell'Ajax continuerà ad appoggiarsi su di lui e su Hakim Ziyech. Questa Champions potrebbe infine diventare l'occasione di consacrazione per Maxi Gomez, matricola del Valencia di Marcelino che ha costruito una squadra difficile da decifrare e da battere: difesa solida, centrocampo estremamente dinamico, attacco elettrico. Ci sarà da divertirsi.