Il procedimento contro il Chievo intentato per le plusvalenze sospette del triennio 2014-2017 è stato annullato, pochi giorni fa, a causa di un vizio di forma. Il Procuratore della FIGC e quello federale hanno deferito al Tribunale nazionale Sezione Disciplinare il club per ‘responsabilità diretta e oggettiva’, il presidente Campedlli e alcuni dirigenti del Chievo. Praticamente si ricomincerà daccapo. Il Chievo rischia grosso, perché il Cesena, altra società coinvolta, ha avuto 15 punti di penalizzazione. Il Procuratore federale vorrebbe arrivare a una sentenza già a metà agosto. Il Crotone, terzo interessato della vicenda, per questo ha chiesto ufficialmente di rinviare le prime due partite di campionato di Serie A del Chievo e la prima di Serie B dello stesso Crotone: “Per consentire alla Giustizia sportiva di pronunciarsi sul caso delle plusvalenze della formazione veneta”.

Il Crotone spera in una sanzione per il Chievo, che pare scontata considerato quella che è toccata al Cesena. E un’eventuale sanzione potrebbe anche cambiare l’ordine delle cose riportando in Serie A il club calabrese a scapito di quello veronese. Gli avvocati Elio Manica e Giancarlo Pittelli alla Figc in seguito al rigetto della richiesta della stessa società calabrese hanno inviato alla Federazione la richiesta di rinviare l’inizio dei campionati. Tra l’altro la prima di Serie A del Chievo è particolarmente importane perché al Bentegodi ci sarà all’esordio in Serie A di CR7.

La richiesta del Crotone è legata “a motivi di opportunità in relazione al fatto che i due gradi di giudizio della giustizia sportiva porterebbero a una pronuncia dei giudici in tempi incompatibili con l’inizio del campionato di Serie A”. Gli avvocati Manica e Pitelli scrivono:

Il tutto al fine di un effettivo ripristino della legalità violata in danno del Crotone e per scongiurare l’irrimediabile danno cagionato alla società dalla conduzione del procedimento sportivo. C’è un’evidente frustrazione del significato e degli effetti della sanzione certa che sarà irrogata nei confronti della società deferita e della possibilità per questa di partecipare al campionato della massima serie in maniera illegittima per la quarta volta.