Luciano Spalletti dopo la vittoria del derby sul Milan, in piena tormenta Icardi, aveva rilanciato ai suoi detrattori: "Doveva essere la mia ultima partita, ci rivediamo anche domenica prossima". Un moto d'orgoglio da parte del tecnico toscano che aveva alzato la testa di fronte alla gara più attesa dal popolo nerazzurro in questo finale di stagione. Ma alla fine, complici anche i troppi alti e bassi durante l'anno, per Spalletti sono già scritti i titoli di coda di fine anno.

In estate Suning ha deciso di cambiare guida tecnica, al di là dei moti di mercato che dovrebbero vedere l'addio di Icardi e di qualche altro big ingombrante (come Perisic, ad esempio). Al netto delle scelte che si effettueranno Marotta ha già riallacciato i rapporti con un vecchio ‘amico': Antonio Conte. Tanto che in queste settimane si parla anche di ingaggio e richieste precise.

Perché l'Inter e Spalletti in estate chiuderanno il rapporto

Ovviamente, Spalletti non si discute: l'obiettivo Champions League è troppo delicato ed importante perché si debbano creare nuove tensioni esterne. Il ‘caso' Icardi ha già succhiato troppe energie all'ambiente, condizionandone i risultati e il futuro: con l'argentino il rapporto è solo di forma, ma anche il tecnico ne è uscito malconcio e non rafforzato. Quando il campionato finirà, ci sarà un addio consensuale tra le parti.

Il successo in bianconero di Allegri anche merito di Conte

Sui blocchi di partenza, l'umo della rinascita juventina, Antonio Conte. Da lui è iniziato tutto: il ‘filotto' di scudetti che oramai è arrivato agli otto consecutivi, le Coppe Italia, la Supercoppa e le finali di Champions League. Certo, la scelta di Allegri è stata determinante non solo per proseguire il progetto tecnico ma anche – e soprattutto – per migliorarlo, eppure non bisogna sottovalutare né sminuire quanto fatto da Conte. Se Allegri ha dato ulteriore qualità e risultati, il toscano lo ha fatto sfruttando le proprie qualità ma su una base concreta, costruita da Conte che – al contrario – è dovuto partire dal nulla.

Perché Conte può scegliere l'Inter: l'eredità di Spalletti

All'Inter, Conte non inizierebbe con le medesime condizioni in cui aveva iniziato alla Juve: ha maturato esperienze fondamentali, in bianconero, in Nazionale, all'estero col Chelsea. Luciano Spalletti gli lascia un gruppo e un progetto concreto, su cui lavorare e poter ripartire senza rivoluzioni copernicane. Sul mercato Conte detterà condizioni precise, come sul proprio ruolo e sui parametri economici, per il resto ritroverà Marotta e troverà una società forte e ambiziosa come Suning.

Quanto costa Conte e quanto è disposta l'Inter a spendere

L'ex Chelsea, che ha concluso il contenzioso con Abramovich, sarebbe convinto della scelta e avrebbe già avanzato le sue richieste economiche all'Inter: 10 milioni netti all'anno d'ingaggio, la stessa cifra garantitagli dai ‘Blues' in occasione dell'ultimo rinnovo, arrivato nella primavera del 2017. Una cifra importante, che l'Inter potrebbe accettare per un progetto pluriennale, forse iniziando con qualcosa in meno e inserendo facili bonus a crescere. Dettagli: il futuro di Conte è nerazzurro.