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Calcio femminile, Obama: “Giocare da femmine ora significa giocare da duri”

Il presidente degli USA premia le campionesse mondiali: “madrina” una ragazzina 13enne che su Twitter si era detta arrabbiata perché il fratello sosteneva una superiorità dei maschi nel calcio.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Prestigioso riconoscimento quello ottenuto dalla Nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti: le ragazze guidate dal commissario tecnico Jillian Ellis, ex-calciatrice britannica, sono state infatti premiate dal presidente statunitense Barack Obama all'indomani della vittoria del titolo iridato ai Mondiali di Canada 2015. Le Yanks, che sono anche la nazionale di calcio femminile più titolata del pianeta (tre mondiali e quattro olimpiadi nel palmarés delle statunitensi), sono così state accolte con tutti gli onori dall'uomo più potente del pianeta, che del resto si è sempre mostrato particolarmente sensibile verso il calcio femminile. Obama ha anche lasciato l'onore di premiare le ragazze della Nazionale ad una tredicenne che gli aveva scritto su Twitter, raccontandogli che il fratello la prendeva in giro per una presunta "superiorità" maschile nel calcio. Un bel gesto che la giovane ricorderà a lungo, e che forse farà ricredere il fratello.

Un segnale molto forte quello di Obama: gli Stati Uniti sono pronti per la piena parità dei sessi. E così, oltre alle battaglie per i diritti civili, la parità salariale e via dicendo, il messaggio passa anche per lo sport, da sempre un punto d'incontro di culture, etnie, religioni. Sotto questo punto di vista, in molti scommettono su Hillary Clinton come possibile successore proprio di Barack Obama alla Casa Bianca: una vittoria dell'ex-First Lady potrebbe aprire, definitivamente, le porte della parità "piena" dei sessi, almeno negli Stati Uniti. Il tutto, mentre in Italia proprio oggi è stato annunciato il deferimento di Felice Belloli al Tribunale Federale per presunti apprezzamenti volgari alle dipendenti della Lega Nazionale Dilettanti: lo stesso ex-presidente della LND era stato squalificato, perdendo poi anche la poltrona, per aver dato alle calciatrice delle "lesbiche". Insomma, tutta un'altra storia rispetto a quella degli Stati Uniti.

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