Belloli deferito per apprezzamenti volgari alle dipendenti

Ancora guai per Felice Belloli, l'ex-presidente della Lega Nazionale Dilettanti diventato suo malgrado famoso per la frase sessista rivolta alle calciatrici mesi fa, che gli costarono il deferimento e di fatto la decadenza dal mandato. Stavolta a puntare il dito contro Belloli, reduce da quattro mesi di squalifica proprio per i fatti di cui sopra, sono state alcune dipendenti della Lega Nazionale Dilettanti stessa: per lui, dunque, ci sarà un nuovo processo.
La voce, del resto, già girava da tempo: proprio all'epoca dello scandalo sulle "quattro lesbiche", epiteto con cui Belloli si riferì alle calciatrici durante una riunione del dipartimento calcio femminile, si era parlato anche di un esposto da parte di alcune dipendenti della Lega Nazionale Dilettanti presentato alla Procura Federale: le lavoratrici avrebbero infatti denunciato offese a sfondo sessuale da parte di Belloli. Ma il tutto era rimasto "una voce", e vista la decadenza di Belloli e la squalifica per i fatti precedenti, non se n'era più parlato. Fino ad oggi, quando il Procuratore Federale lo ha deferito al Tribunale Federale Nazionale, "per aver rivolto, in molteplici occasioni, inopportuni apprezzamenti e volgari espressioni a sfondo sessuale all'indirizzo di alcune dipendenti della Lega Nazionale Dilettanti".
Insomma, dalle voci si è passati direttamente alle vie legali: dopo aver perso il "posto" come presidente della Lega Nazionale Dilettanti, adesso per lui si tratterà di difendersi da una nuova accusa sessista. Sulla questione delle "quattro lesbiche", Belloli si era sempre dichiarato innocente, ma molti dei presenti avevano confermato la frase incriminata, poi riconosciuta come "vera" dalla Disciplinare. L'unica voce fuori dal coro fu quella di Antonio Cosentino, che da pochi giorni è diventato proprio presidente della Lega Nazionale Dilettanti subentrando a Felice Belloli: per il fedelissimo di Carlo Tavecchio, i guai però sembrano non essere ancora finiti.
