Cristiano Ronaldo si mostra sereno nonostante la ‘guerra delle parole' e il battage mediatico sulla vicenda del presunto stupro denunciato da Kahtryn Mayorga. Non è fare finta di nulla, impossibile considerata la portata della vicenda rimbalzata dall'America all'Italia alla velocità della luce, ma un modo per tirare diritto per la propria strada e quella tracciata dalla linea difensiva degli avvocati. Ovvero: prove manipolate da parte di hacker, dichiarazioni mendaci da parte della donna che ha raccontato di recente quanto accaduto nel 2009, nulla di abbastanza fondato da mettere nei guai oppure tirare in ballo dal punto di vista processuale CR7.

Dal campo al gossip (e ritorno). Complice la pausa di campionato e la scelta di non partecipare alle gare della nazionale lusitana, della stella portoghese si parla più per questioni extra-calcistiche che per questioni di campo. Venerdì è stato lo stesso calciatore a postare su Instagram una foto che lo vede intento a calciare il pallone durante un allenamento al centro sportivo della Continassa. In un'altra immagine è sorridente e seduto sul divano di casa accanto alla compagna Georgina Rodriguez e ai figli in versione ‘padre e marito amorevole', ‘campione tutto calcio e famiglia'.

CR7 ostenta sicurezza e tranquillità. Anche quando lascia filtrare disponibilità a farsi ascoltare dagli inquirenti in video-conferenza. Non è formalmente indagato ma è a disposizione della polizia di Las Vegas per fornire la propria versione dei fatti, raccontare cosa successe nella suite dell'albergo extra-lusso nove anni fa sì da contribuire nella massima trasparenza alla redazione del fascicolo sul caso. Rischia di andare a processo? No, per i suoi avvocati. Dopo avere esaminato il dossier, la decisione verrà presa dal giudice del Tribunale di Clark dove è stata presentata la denuncia da parte di Kathryn Mayorga che punta così a invalidare l'accordo extra-giudiziale firmato nel 2010 in virtù del quale, incassando una somma di 375 mila dollari, accettava di lasciar cadere accuse e l'intera vicenda nell'oblio.

La battaglia legale: caccia all'hacker e ai testimoni. L'avvocato della ex modella, oggi 34enne e insegnante, ha inviato i documenti relativi al caso alle Procure di ben 18 Paesi: l'obiettivo è raccogliere quante più informazioni e materiali possibili sulla vita di Cristiano Ronaldo. Cosa? Tutto quello che può servire nella possibile battaglia legale che potrebbe scatenarsi qualora si arrivasse a un rinvio giudizio del calciatore. Ipotesi molto remota al momento. La replica da parte della difesa è altrettanto immediata e articolata lungo due direzioni per adesso.

  • I legali di CR7 hanno disposto una perizia informatica per dimostrare la manomissione dei documenti da parte di un hacker di ‘Football Leaks'. Insomma, quanto emerso in queste settimane e pubblicato sui giornali sarebbero frutto di una macchinazione da parte di terzi ignoti per gettare fango sul campione e sul suo passato.
  • E' iniziata la caccia ai testimoni che sarebbero coinvolti nella vicenda. L'intenzione è riuscire ad ascoltare tutte le persone che erano con il calciatore quella notte del 2009 a Las Vegas provando così a eliminare tutti i punti oscuri del caso ed entrando in contatto anche con le persone che si occuparono del trasferimento dal Manchester United al Real Madrid.