A La Plata, a cinquanta chilometri più a sud di Buenos Aires, ci sono 40mila spettatori. Una marea di fans da un lato, il palco degli U2 dall'altro. Energia pura, adrenalina e musica, notte di note e di passione che la folla scandisce cantando a squarciagola i successi del tour mondiale del gruppo musicale rock irlandese. Da Dublino al Sudamerica sotto le insegne di ‘The Joshua Tree' per celebrare il 30° anniversario di un album che ha fatto la storia della band e la vedrà protagonista anche in Cile e in Brasile. Dall'Europa fino a laggiù, alla corte del ‘dio Messi', al quale Bono Vox – leader degli U2 – dedica un messaggio speciale e manda in visibilio il pubblico.

"Grazie Lionel Messi, Dio esiste" ha urlato nel microfono sollevando l'onda di entusiasmo e ‘sana follia'. Brivido lungo la schiena, pelle d'oca e poi gioia liberatoria. A La Plata come in tutta l'Argentina possono far festa grazie alla stella blaugrana che s'è illuminata nel momento più buio (Ecuador subito in vantaggio) fino ad abbagliare gli avversari, travolgendoli con una tripletta Mondiale. A La Plata i successi degli U2 quasi fanno da colonna sonora all'impresa del cinque volte Pallone d'Oro: il concerto era stato ritardato volutamente di qualche ora dagli organizzatori per permettere agli spettatori di vedere la partita della Seleccion sul maxi schermo dello stadio.

Non c'è stato bisogno dello spareggio, per fortuna- ha ammesso Messi -. Non meritavamo di non essere al Mondiale per quello che abbiamo fatto in queste qualificazioni. Questo gruppo meritava di esserci e questo è ciò che è successo. Adesso la paura è passata, eravamo asfissiati dal timore di rimanere fuori. Siamo passati in svantaggio, ci siamo complicati le cose più di quanto fossero. Ma ce l'abbiamo fatta.