A distanza di più di tre anni, Sinisa Mihajlovic sostituisce ancora Filippo Inzaghi su una panchina di Serie A. Dopo la parentesi rossonera dell'estate 2015, quando furono Galliani e Berlusconi a chiamarlo per prendere il posto dell'esonerato tecnico piacentino, l'allenatore serbo ritrova ora la panchina del Bologna grazie alla chiamata del patron felsineo Joey Saputo e in seguito alla brutta sconfitta casalinga dei rossoblu con il Frosinone.

Il cambio era nell'aria e l'intesa è arrivata nel pomeriggio, in seguito ad un incontro al quale avrebbero partecipato anche l'ad Fenucci, il ds Bigon e Marco Di Vaio. Secondo Sky Sport, Mihajlovic ha dunque accettato l'offerta della società bolognese: un contratto di sei mesi più un'opzione per un biennale in caso di salvezza, con un ingaggio di un milione e mezzo all'anno. La comunicazione ufficiale è arrivata grazie ad un tweet del club felsineo, intanto domani è già stato fissato a Casteldebole il primo allenamento del mister serbo con la squadra.

Il ritorno a Bologna

Per Mihajlovic si tratta della seconda volta sulla panchina del Bologna dopo quella del periodo novembre 2008-aprile 2009. Reduce dall'esperienza come vice di Roberto Mancini all'Inter, Sinisa decise infatti di prendere la guida della squadra rossoblu in seguito all'esonero di Daniele Arrigoni: una scelta che però non si rivelò felice, perché a causa di una serie di risultati non positivi fu anche lui allontanato e sostituito con Giuseppe Papadopulo.

Dopo le pesanti dichiarazioni rilasciate al termine della gara persa con il Frosinone, Joey Saputo è dunque passato dalle parole ai fatti con l'esonero di Pippo Inzaghi e l'accordo con Mihajlovic. Secondo indiscrezioni, oltre al tecnico serbo il patron rossoblu aveva anche sondato il terreno con Roberto Donadoni (il quale avrebbe gentilmente rifiutato) e con Gianni De Biasi: considerato, fino a poche ore fa, l'unica alternativa in caso di mancato accordo con Mihajlovic.