Bojinov, la rinascita con il Partizan e il sogno: “Sono da Serie A, voglio tornarci”
Valeri Bojinov al Partizan Belgrado sta vivendo una seconda giovinezza. La prima l’ha trascorsa quasi interamente in Italia, in un campionato in cui il bulgaro spera di ritornare. In stagione il classe 1986 ha già segnato 5 gol in 12 presenze, con l’obiettivo di far meglio della sua prima annata in terra serba chiusa con 18 sigilli in 31 presenze. In una lunga intervista a Tuttomercatoweb, l’ex di Lecce, Fiorentina, Juventus, City, Parma, Sporting Lisbona, Lecce, Verona, Vicenza, Levski e Ternana ha raccontato il suo momento magico: "Questa in Serbia per me è un’esperienza molto belli tifosi sono caldissimi, proprio come in alcune piazze in Italia, per esempio Firenze, Napoli e Roma. Ho fatto bene fino a questo momento, segnando più di 20 gol”.

Ma quali sono i propositi per il futuro di Bojinov? Il bulgaro non nasconde la sua volontà di tornare a calcare i campi di calcio italiani: “Non nascondo assolutamente che il mio desiderio è quello di tornare in Italia, ma non per giocare nelle categorie inferiori. Voglio la Serie A, questo è il mio obiettivo. Qualcuno deve credere in me, io non voglio pregare nessuno. La mia carriera parla chiaro: ho 30 anni e qualsiasi giocatore a questa età è nel pieno della propria maturità. Si pensa di più, si riflette di più. Insomma, sono più maturo. Credo di poterci ancora stare in Serie. In 15 anni di Italia ho imparato tanto, sono cresciuto come uomo e la mia mentalità è un po’ italiana. Così sono maturato e sono diventato adulto. Ripeto, potrei dire che qualcuno si è comportato male con me, ma non lo faccio e non farei mai dei nomi. La responsabilità è mia”.

Un ritorno in grande stile per la punta che vuole solo ed esclusivamente la Serie A. Nessuna voglia infatti di tornare in Serie B, come nella sua ultima esperienza italiana alla Ternana: “Con tutto il rispetto per le maglie che ho vestito, non sarei mai dovuto andare in Serie B. Era un campionato non ‘mio’, non c’entravo con quella realtà. Era troppo facile dire “Bojinov in Serie B deve vincere da solo”. No, non è così. La gente che non sa di calcio pensa questo, ma quando un giocatore è abituato ad altri livelli è durissima calarsi in una realtà del genere: la differenza di valori è evidente. Ripeto, io ho le mie colpe, ma nessuno può dire che Bojinov ha fatto male in Serie B perché non aveva voglia e si allenava male. Non scherziamo, questo non lo accetto”.