Tredici punti e terzo posto in classifica in solitaria alle spalle di Juventus e Napoli dopo sei giornate di campionato. Nemmeno i più ottimisti tifosi del Sassuolo pensavano ad un inizio così sorprendente al momento dell’avvento di Roberto De Zerbi in panchina, eppure il tecnico bresciano ha già sorpreso tutti non solo con i risultati (quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta contro la capolista Juventus) ma anche per il gioco che la sua squadra riesce ad esprimere al di là di quali siano i calciatori mandati in campo. I neroverdi, partiti con l’obiettivo minimo della salvezza (più tranquilla rispetto a quella ottenuta nella passata stagione si augurano in Emilia), si candidano adesso al ruolo di outsider per la zona Europa come accaduto negli ultimi anni della gestione Di Francesco.

L’Inter ‘vale’ cinque Sassuolo, il Milan quattro

Quanto fatto fino ad oggi da Berardi e compagni assume ancora maggior valore alla luce del fatto che la rosa a disposizione di De Zerbi è soltanto l’undicesima sulle venti di Serie A per valore di mercato. Secondo il portale Transfermarkt infatti l’intera rosa neroverde vale circa 120 milioni di euro per un valore medio per giocatore che si attesta a poco più di 4 milioni di euro: quasi un quinto rispetto a quella dell’Inter di Luciano Spalletti (550 milioni), un quarto rispetto a quella del Milan (475 milioni), un terzo o poco meno rispetto a Roma (370 milioni) e Lazio (340 milioni) e quasi la metà rispetto alla Fiorentina (222 milioni), tutte squadre che al momento la società emiliana si è messa alle spalle in classifica.

Sassuolo 11a rosa della Serie A 2018/2019 per valore di mercato (fonte Transfermarkt)
in foto: Sassuolo 11a rosa della Serie A 2018/2019 per valore di mercato (fonte Transfermarkt)

Gli addii di Acerbi e Politano: la (mezza) rivoluzione estiva

Nessuno si aspettava che la mezza rivoluzione fatta in estate dal presidente Squinzi potesse portare immediatamente questi risultati. Oltre al tecnico De Zerbi, difatti, sono tanti i volti nuovi arrivati nella sessione estiva di mercato tra giovani promesse, calciatori in cerca di affermazione e chi invece vuole rilanciarsi nel nostro campionato. Andati via pilastri come Acerbi e Politano, ceduti pezzi importanti come Falcinelli, Missiroli, Antei, Ragusa e Goldaniga, in Emilia sono arrivati i giovani Magnani, Marlon, Locatelli, Boga, Brignola e Odgaard, ragazzi nel pieno della maturità calcistica come Di Francesco, Bourabia, Djuricic e il rientrante (dal prestito alla Sampdoria) Gian Marco Ferrari, e il colpo da novanta Kevin Prince Boateng campione d’Italia nel 2011 con il Milan di rientro in Italia dopo le esperienze in Spagna e Germania con Las Palmas ed Eintracht Francoforte.

Boateng reinventato, Berardi rivitalizzato

Ed è proprio l’ex milanista il protagonista fin qui della migliore intuizione del tecnico De Zerbi. L’allenatore neroverde infatti schiera il ghanese non più come centrocampista, non più contrasti e fase d’interdizione tra i compiti assegnatigli, ma “falso nueve” o seconda punta in appoggio al centravanti, con forza fisica e qualità per tenere in apprensione la difesa avversaria senza dare punti di riferimento (4 gol, un assist e spesso protagonista nelle marcature degli emiliani). Merito di Boateng, ma anche di De Zerbi a cui va dato anche il merito di aver recuperato un talento come Domenico Berardi, appannato nelle ultime stagioni dopo quelle che avevano portato alla ribalta l’attaccante calabrese. Anche per lui l’attuale score stagionale recita 4 reti e un assist già messi a referto tra campionato e Coppa Italia (lo scorso anno fece 5 gol in 33 presenze), ma al di là dei numeri sono le prestazioni offerte dal classe ’94 responsabilizzato anche dalla fascia da capitano (affidatagli in assenza di Magnanelli) a far ben sperare i supporters neroverdi.

Bel gioco, 4-3-3, gol e risultati (anche con turnover)

Le qualità di Berardi e Boateng vengono esaltate anche dal modulo e dal gioco propositivo impostato da De Zerbi. Al tecnico bresciano sono bastate infatti solo un paio di settimane per affinare gli automatismi del suo consueto 4-3-3 mettendo su una squadra sempre alla ricerca smodata della superiorità numerica, che vuole comandare il gioco attraverso il possesso palla, e che fa degli interscambi di posizione e del continuo movimento senza palla, soprattutto di mezzali e terzini, il proprio marchio di fabbrica.

Il gioco di De Zerbi non esalta dunque soltanto gli attaccanti: ad essere esaltati  in questa prima parte di stagione sono anche i giovani laterali Lirola e Rogerio, da cui passa buona parte della manovra del Sassuolo, così come i centrocampisti Locatelli, Sensi e Duncan chiamati sì a fare filtro ma anche a partecipare attivamente alla costruzione del gioco anche rallentando apparentemente la manovra in attesa del momento buono per verticalizzare sul taglio delle ali (aspetto che ricorda vagamente il Napoli di Sarri). C’è tanto dunque del tecnico bresciano in questo splendido avvio stagionale del club emiliano, come dimostrato ulteriormente nell’ultimo match vinto per 2-0 in casa della Spal nel quale la sua squadra ha mantenuto la stessa qualità nel gioco nonostante un modulo diverso (3-4-3) e il turnover spinto (in panchina Berardi, Boateng, Di Francesco, Sensi, Lirola, Locatelli, tribuna per l’infortunato Duncan).

Le principali statistiche del Sassuolo dopo la 6a giornata di Serie A (fonte WhoScored)
in foto: Le principali statistiche del Sassuolo dopo la 6a giornata di Serie A (fonte WhoScored)

Milan e Napoli per testare le potenzialità neroverdi

Qualità del gioco, attacco più prolifico della Serie A (14 i gol fatti in queste prime 6 giornate) e continuità di risultati che iscrivono di diritto il Sassuolo alla lotta per l’Europa, ma per capire quali sono le reali possibilità della “banda De Zerbi” saranno fondamentali le prossime due gare che la vedranno contrapposta prima al Milan di Gennaro Gattuso al Mapei Stadium (domani, ore 20.30) e poi, nel turno successivo, al Napoli di Carlo Ancelotti al San Paolo (domenica 7 ottobre alle 18). Due match contro due compagini che alla vigilia del campionato per i neroverdi non erano da considerarsi delle sfidanti dirette, ma che adesso rappresentano invece la cartina di tornasole per valutare fin dove può arrivare questo Sassuolo che non sembra aver alcuna voglia di smettere di sorprendere.