E' un weekend particolare per Beppe Signori che, proprio oggi, spegne cinquanta candeline e si prepara a ricevere gli auguri di tutti i suoi ex tifosi. Intervistato dalla "Gazzetta dello Sport", l'ex bomber di Lazio e Bologna, ha parlato della sua attuale situazione e rivelato un paio di aneddoti curiosi: "Sono rimasto famoso per i calci di rigore tirati senza rincorsa: un'idea che mi venne vedendo un torneo di freccette – ha raccontato Signori – Un giorno mi contattò addirittura il Barcellona, per dare consigli a Neymar. Da quel momento il brasiliano ha segnato tutti i penalty".

Indimenticato protagonista con la Lazio di Zdenek Zeman e Sven Goran Eriksson, l'ex calciatore bergamasco ha inoltre rivelato un particolare retroscena relativo proprio alla sua esperienza romana: "In occasione di una partita di Coppa Uefa a Vienna, nel 1997, Eriksson mi fece scaldare per 45 minuti senza mandarmi in campo. Non potevo accettare di essere trattato così. Quella notte girai in macchina fino alle 6 del mattino, con le lacrime agli occhi".

Zeman, Mazzone e lo scandalo calcioscommesse

"Zeman fu fondamentale per me – ha continuato Signori – Con La Lazio è stato un amore fortissimo. Scesero in 5.000 in piazza per evitare la mia cessione al Parma. Mazzone era invece l’uomo giusto per ripartire dopo il trauma Lazio e i mesi negativi alla Sampdoria. Piazza meravigliosa, non è un caso se in molti a Bologna si rilanciano. Si vive sereni, con tanta passione attorno".

Chiuso il libro dei ricordi, Beppe Signori ha poi affrontato l'argomento più delicato. Radiato nel 2012 per il caso calcioscommesse, l'ex attaccante ha dichiarato di voler giocare fino in fondo la sua partita più importante: "Non sono il capo dei capi, il processo penale non è ancora iniziato e ho paura che vada in prescrizione perché voglio risultare innocente per poi sperare in un diverso giudizio. Credo di poter dare ancora al calcio, soprattutto ai giovani".