Passata la notte di grande festa, Benevento si è svegliata ancora incredula per quello che ha combinato la squadra di Marco Baroni. Arrivata nella serie cadetta soltanto nella scorsa stagione, la formazione sannita ha stupito tutti centrando la prima promozione in Serie A della sua storia. Merito dell'impresa è dei ragazzi di mister Baroni e dello stesso tecnico 53enne che tornerà a giocarsi le sue chance nella massima serie, dopo la breve avventura di molti anni fa sulla panchina del Siena. Per l'ex allenatore del Novara, il "day after" della sfida contro il Carpi è stato un susseguirsi di congratulazioni arrivate via cellulare e via social. Tra i tanti complimenti arrivati al tecnico, anche quello della Juventus: club che, in passato, ha accolto Baroni nel centro sportivo di Vinovo affidandogli la gestione della squadra Primavera.

La gioia infinita di Baroni

"Congratulazioni a mister Baroni per la promozione in Serie A con il Benevento". Alla società campione d'Italia sono bastate poche parole, rilanciate dall'account ufficiale di Twitter, per rendere omaggio al mister toscano. Un messaggio che ha fatto particolarmente piacere a Baroni, che con la squadra "baby" della vecchia signora si è tolto lo sfizio di vincere un torneo di Viareggio e una Coppa Italia e lanciare giocatori come Marchisio, De Ceglie, Marrone e Spinazzola. "E' una gioia infinita – ha dichiarato il tecnico, ai microfoni di Sky, subito dopo la promozione – Questo risultato è incredibile, ma ce lo siamo meritato dopo aver giocato benissimo in questi play-off. La squadra è stata straordinaria per tutta l'annata. Il mio futuro? Col presidente ho un rapporto che va oltre il calcio. Nei prossimi giorni ci incontreremo e faremo le nostre valutazioni".

Baroni: "Mi ha telefonato anche Conte per farmi i complimenti"

L'impresa del Benevento è stata titanica e anche Antonio Conte ha fatto i complimenti a Marco Baroni, che ha svelato ciò in un'intervista rilasciata a Sky Sport 24:

Conte mi ha chiamato e mi ha fatto molto piacere la sua telefonata. Abbiamo giocato insieme da calciatori e come allenatori abbiamo fatto due anni alla Juve, lui in prima squadra, io alla Primavera e così il nostro rapporto si e' cementato. Per me lui è un punto di riferimento e mi ha fatto piacere sentirlo, così come è stato bello ricevere tanti messaggi e attestati di stima, vuol dire che in questi anni, pur cambiando tante società, qualcosa ho lasciato.