Bufera sul calcio femminile italiano: Felice Belloli, presidente della Lega Nazionale Dilettanti all'interno della quale opera il Dipartimento Calcio Femminile, avrebbe attaccato duramente il movimento calcistico rosa italiano: "Basta, non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche", le sue parole riportate nel verbale della riunione dello scorso 5 marzo del Consiglio di Dipartimento del Calcio Femminile stesso che il portale www.soccerlife.it ha diffuso quest'oggi sul proprio sito internet. Il numero 1 della LND ha prontamente smentito: "Va dimostrato che quelle parole sono mie", ha detto Belloli interpellato all'ANSA, "un verbale può essere stato scritto da chiunque. Bisogna dimostrare che io abbia detto quelle cose e io, ripeto, lo nego". Intanto, a distanza di ore dalla presunta caduta di stile di Belloli, è arrivata anche la dura presa di posizione di Carlo Tavecchio che, nonostante tutto, vuol verificare la veridicità della notizia prima di lanciarsi in accuse definitive: "Se Belloli avesse davvero detto quelle parole, sarebbe un fatto grave. Quella è una frase odiosa e inaccettabile". Sulla vicenda è tornata anche Radio 24, che nelle ultime ore ha interpellato proprio il protagonista principale: "Non ho mai detto quella frase, mi viene attribuita ma non l'ho detta", ha ribadito Felice Belloli durante il programma radiofonico "Effetto Giorno".

Se le accusse di sessismo dovessero essere confermate, il presidente Belloli, subentrato a Carlo Tavecchio alla guida della LND, rischia tantissimo. Al momento, il verbale sarebbe stato acquisito anche dalla Procura Federale per le valutazioni del caso. E dire che in questi giorni il calcio femminile italiano stava vivendo uno dei suoi momenti migliori: archiviata la Serie A con la vittoria del Verona davanti al Brescia, il prossimo fine settimana sono previste le semifinali di Coppa Italia e gli spareggi salvezza in Serie A, mentre in finale della Women's Champions League è arrivato il Paris Saint-Germain dove l'italiana Sara Gama gioca come terzino, diventando così la prima italiana a raggiungere la finalissima.

In Germania, la pesarese Raffaella Manieri ha vinto di recente la Frauen Bundesliga con la maglia del Bayern Monaco (dove gioca anche la bolzanina Katja Schroffenegger), mentre Ilaria Mauri dopo aver salvato il Sand (suo il gol partita sul campo del Bayer Leverkusen) ha firmato un biennale con il Turbine Postdam, uno dei club più forti di Germania. Un'attenzione mediatica forse senza precedenti per il movimento calcistico femminile italiano, che avrebbe fatto volentieri a meno di questo caso, scoppiato dopo la pubblicazione del verbale della riunione del 5 marzo, che rischia adesso di diventare un autentico boomerang verso l'intero movimento stesso.