La parata di Alisson sul napoletano Milik, nella gara di ritorno del girone, aveva già convinto i tifosi più scaramantici. "Questo sarà l'anno del Liverpool", avevano infatti dichiarato in molti. Una profezia che aveva poi trovato conferma, nell'incredibile quanto insperata rimonta dei Reds nella semifinale con il Barcellona. Dopo il 3-0 del Camp Nou, l'undici di Jurgen Klopp riuscì infatti a compiere l'impresa ad Anfield Road e a volare verso la finale di Champions League e il trionfo di Madrid.

La disfatta dei bluagrana di Leo Messi, per contro, è stata una delle pagine più dolorose della storia catalana. "Abbiamo sofferto per giorni e settimane, sia nel giocare a calcio che nelle altre attività – ha rivelato Luis Suarez – Non potevamo nemmeno uscire di casa per andare a prendere i nostri bambini a scuola".

Il ricordo della ‘remuntada' di Roma

"È stato difficile, ho vissuto un momento davvero duro, ma è stato così anche per i miei compagni – ha continuato l'attaccante uruguaiano, nell'intervista rilasciata a ‘Fox Sports Radio' – Ci eravamo passati già l’anno precedente contro la Roma, ma il calcio è questo. Sapevamo che ad Anfield sarebbe stato difficile, con tanti tifosi al seguito pronti ad incitare la propria squadra. E con questo non voglio sminuire il Liverpool, che ha spinto alla follia per rimontare. La Champions League è una competizione incredibile, se ti rilassi per 30 secondi l’altra squadra ti fa male subito".

Nella lunga intervista concessa, il giocatore del Barcellona ha poi parlato del mancato ritorno di Neymar in Spagna: "All'epoca, abbiamo parlato con Neymar quando voleva andarsene. Gli abbiamo detto che non sarebbe stato meglio da nessun'altra parte rispetto a Barcellona. La decisione finale però spettava a lui e credeva che andare al Paris Saint Germain sarebbe stato meglio per la sua carriera. Ora ha fatto di tutto per tornare con noi".