In attesa di tornare in campo, dopo lo strappo al polpaccio rimediato all'esordio in Premier League contro il Norwich. Alisson Becker ha rilasciato un'interessante intervista allo spagnolo ‘Marca'. Tra gli argomenti toccati dall'ex portiere della Roma, anche la sua candidatura per il prossimo Pallone d'Oro: "Ho letto e sono ovviamente orgoglioso di questo – ha dichiarato – Ma so bene che per un portiere è più difficile vincerlo". Nonostante una stagione da incorniciare, con la vittoria della Champions League e della Coppa America, il brasiliano sa di avere poche chance.

"È difficile per i portieri, perché noi non segniamo gol. Li evitiamo. E alla gente piace celebrare gli obiettivi, penso che sia per questo che gli attaccanti si distinguano un po' di più. Sarebbe un grande onore, ma preferisco pensare solo a fare il mio lavoro e aiutare il Liverpool in questa stagione. L'esperienza alla Roma? È stata molto positiva e mi ha permesso di maturare come calciatore e come persona".

Il miracolo di Anfield

Di fronte alla domanda sulla sua parata più bella della scorsa stagione, Alisson ha avuto pochi dubbi e ha scelto il suo intervento nella gara di ritorno contro la squadra di Ancelotti: un miracolo che ha salvato gli inglesi dalla ‘retrocessione' in Europa League e spinto la formazione di Klopp fino al trionfo finale: "Credo che la parata più importante sia stata quella contro il Napoli ad Anfield, in Champions. L'intervento decisivo su Milik nei minuti finali del match. Qual è stata la vittoria più bella? Ogni titolo ha la sua importanza. La Champions è il campionato per club più importante in Europa e il Liverpool non lo vinceva da molto tempo – ha concluso il portiere dei Reds – La Coppa America è un titolo speciale perché è stata la mia prima volta con la nazionale. È stata una stagione speciale e ci siamo divertiti molto, ma nel calcio non c'è tempo per festeggiare".