A quasi otto mesi da quella tragedia che ha colpito il calcio intero, la morte di Emiliano Sala continua a far discutere. A chi continua a chiedersi il perché e il come della dolorosa scomparsa dell'attaccante argentino, ha tentato di dare una risposta l’Air Accidents Investigation Branch che sta appunto indagando sui motivi del decesso del giocatore e del pilota. Secondo un bollettino emanato nelle scorse ore, la struttura investigativa del Dipartimento dei Trasporti britannico ha infatti reso pubblica una nuova scoperta.

Il nuovo dettaglio emerso dall'autopsia fatta sul corpo del giocatore, ritrovato nel Canale della Manica dopo l'incidente aereo, ha confermato che Sala avrebbe inalato alti livelli di monossido di carbonio all’interno della cabina di pilotaggio, prima che il velivolo precipitasse. ‘I test tossicologici hanno riscontrato che il passeggero aveva un alto livello di monossido di carbonio nell’emoglobina – ha dichiarato l’AAIB, nel comunicato pubblicato sul proprio sito – È probabile che anche il pilota sia stato esposto al monossido di carbonio

I livelli mortali di monossido di carbonio

La percentuale di monossido di carbonio riscontrata nell’emoglobina sarebbe infatti del 58%: un dato allarmante, visto che già il 50% è considerato sufficiente per essere mortale. Questo bollettino emesso dall'Air Accidents Investigation Branch, rischia dunque di riscrivere l'accaduto e di dare una prima spiegazione plausibile del perché il pilota perse il controllo dell'aereo finendo in picchiata nelle gelide acque della Manica. Pochi giorni fa, intanto, la triste vicenda di Emiliano Sala è tornata d'attualità anche per il processo contro Sherry Bray e Christopher Ashford: i due uomini che hanno ammesso di aver avuto accesso alle riprese dell'autopsia di Sala, e di aver successivamente pubblicato online alcuni fotogrammi.