La misura è colma. L'escalation di violenza, culminata nell'aggressione all'arbitro Riccardo Bernardini nel match di Promozione Virtus Olympia San Basilio-Atletico Torrenova dell'11 novembre scorso, ha spinto la Figc a prendere provvedimenti. Pene più severe, introdotte in un nuovo articolo del Codice di Giustizia, e pugno duro dunque nei confronti degli aggressori con la speranza di ridurre il rischio di nuovi episodi di violenza nel calcio.

Pene più severe nei confronti di chi si rende protagonista di aggressione all'arbitro

Le immagini della conseguenze dell'aggressione al giovane arbitro Riccardo Bernardini (prognosi di 10 giorni per lui) in occasione di una partita del campionato di Promozione laziale, hanno fatto tornare attuale il tema della violenza nel calcio italiano. L'incontro tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini, il presidente dell'Aia Marcello Nicchi e il presidente della Figc Gabriele Gravina ha prodotto i suoi frutti, e la Figc ha inserito un nuovo articolo del Codice di Giustizia con pene molto più dure per chi si rende protagonista di vile aggressioni. Minimo un anno per violenze senza referto medico, e minimo due anni per violenza con referto medico. Inoltre a rischiare provvedimenti esemplari saranno anche tecnici e dirigenti, con l'inserimento dei minimi contemplati dalla legge anche per loro. 

La soddisfazione del presidente della Federcalcio Gravina

Molto soddisfatto il neo-presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina per l'inasprimento delle pene nei confronti di chi si macchia di gravi episodi di violenza in occasione di eventi sportivi: "Abbiamo mantenuto le promesse il primo passo verso l'azzeramento dei casi di violenza nei confronti dei direttori di gara è l'innalzamento delle sanzioni per chi si macchia di questi comportamenti vergognosi".

Cosa dice l'articolo 11 bis, sulla responsabilità per condotta violenta contro l'arbitro

Questo nello specifico il testo dell'articolo 11 bis, relativo alla "Responsabilità per condotte violente nei confronti degli Ufficiali di gara" che recita: "Costituisce condotta violenta, sanzionabile quale illecito disciplinare, ogni atto intenzionale diretto a produrre una lesione personale o che si concretizza in una azione impetuosa ed incontrollata, connotata da una volontaria aggressività, in occasione o durante la gara, nei confronti dell’ufficiale di gara". Per calciatori, tecnici, dirigenti e soci, sanzione minima di 1 anno senza referto medico. Sanzione minima che raddoppia invece nel caso di presenza di un referto medico