Il colpo rapido che ha riguardato Di Lorenzo poi un andamento a strattoni. Si parte forte per poi frenare, ritornare in corsa, rallentare ancora in attesa della sterzata decisiva, sempre con quel senso di parentesi aperta che non scalda nessuno. È stato così finora il calciomercato del Napoli con l'effetto di smorzare l'entusiasmo anche per l'arrivo di calciatori come Hirving Lozano (l'acquisto più costoso nella storia del club, più dello stesso Higuain). Mentre la trattativa eterna per James Rodriguez continua ancora, ne è partita un’altra, ancora più sognante per i tifosi, quella per Mauro Icardi. In questo stridore di freni e sgommate che stanno rimbambendo l’ambiente napoletano, spesso perdiamo la rotta e non ci si chiede se quel calciatore che sembra arrivare oggi e andarsene lontano domani può davvero servire alla squadra di Ancelotti. Fermiamoci un attimo e chiediamoci: Mauro Icardi quanto può servire al Napoli?

Arek o Maurito, chi è più funzionale a questo Napoli?

Il Napoli ha già un centravanti titolare, Milik. Con l’arrivo di Icardi il polacco avrebbe di sicuro un ruolo di secondo piano e il suo valore, già minato da due anni di tremendi infortuni, calerebbe in maniera drastica. Tanto vale quindi venderlo adesso, se si compra l’argentino. Posto che l'uno escluderebbe l’altro, vien da chiedersi cosa sono entrambi. Icardi è migliore di Milik in quasi tutte le skills riguardanti il centravanti ideale. Ha più fiuto del gol, migliore capacità di smarcarsi, è superiore in freddezza, velocità di esecuzione, velocità di base, colpo di testa e leadership. Milik ha un ottimo tiro, buone doti acrobatiche, capacità di palleggio e un fisico molto più potente dell’argentino.

Milik alla Shevchenko e James alla Kakà

Se Icardi sembra essere un calciatore più efficace rispetto al polacco, è possibile partire dall’ultima considerazione però per valutare meglio il loro impatto nel Napoli che verrà. Ancelotti sembra sempre più convinto di tenersi nel playbook due moduli di base: il 4-2-3-1, dove nella posizione centrale serve però un numero 10 creativo (vedi James Rodriguez) e il 4-3-2-1, il famoso albero di Natale che ha fatto le fortune del suo Milan. Se ci riferiamo proprio a quella sua squadra, il centravanti scelto per la posizione di numero 9 era Shevchenko, quanto di più lontano c’è da Mauro Icardi.

  • Sheva faceva movimenti ampi e profondi, Icardi si aggira sempre intorno ai 20 metri e taglia in orizzontale e verticale per finalizzare il gioco.
  • Sheva usava il suo corpo per aprire spazi in verticale per le mezzepunte, cosa che con Icardi è molto più difficile perché i suoi movimenti sono sempre ad attaccare pallone o porta e mai di sostegno e sponda.
  • Sheva sapeva uscire dal controllo difensivo per giocare con i centrocampisti e aprire voragini di manovra per le mezzepunte e le mezzali, le quali in un attimo si trasformavano in attaccanti e andavano alla conclusione.
  • Se Sheva è il riferimento su cui costruire il modello di gioco offensivo al Napoli, Icardi non sembra l’attaccante ideale e Milik invece un esemplare di centravanti a cui gli si può chiedere quel lavoro, anche se quello che aveva e dava Sheva alla squadra non lo avrà e non lo darà mai il centravanti polacco.

Meglio ‘el bandito', perché Carletto preferisce il colombiano

Molto probabile che la primissima scelta nella testa di Ancelotti resti sempre James Rodriguez, ovvero un creatore centrale di gioco, un regista offensivo di una squadra che spesso muove il pallone troppo lentamente e affidandosi ancora a schemi mandati a memoria con Sarri. Forse quello che il tecnico vuole non è un altro Sheva ma un simil-Kakà e il colombiano può fare quello che al brasiliano veniva chiesto. Per vedere davvero il Napoli ancelottiano, molto più probabile che alla fine l’allenatore convincerà il presidente a prendere James piuttosto che Icardi.