Grande colpo in dirittura d’arrivo per la ‘Vecchia Signora’ che, nelle prossime ore, dopo la firma invernale di Ramsey, sta per mettere le mani su un altro importantissimo ‘free agent’, ovvero: Adrien Rabiot. Stella francese aristocratica, orgogliosa, fiera, fortissima ma anche con un carattere, ed una mamma agente, che non lo rendono un elemento facile da gestire. Chiedere al Manchester City, e soprattutto al Paris Saint Germain, per utili referenze. Eppure, questo innesto conferma la voglia della Juventus di allestire una squadra ancora più forte per Sarri e quel sogno chiamato Champions League aggiungendo una risorsa capace, senza bizze o scontri di spogliatoio, di dimostrarsi fra le migliori mezzeali del pianeta. Un pezzo da novanta preso però a zero (o quasi): insomma, un affare. E così, dall’esborso economico dei piemontesi passando per le caratteristiche tecnico-morfologiche del ragazzo fino alla storia personale, fra Inghilterra e Francia, ecco il ‘Duca’, ora bianconero, Adrien Rabiot. 

Adrien Rabiot alla Juventus, i costi: ingaggio, contratto, stipendio

La concorrenza, malgrado un carattere fumantino, era comunque elevata: Barcellona, Bayern Monaco e alcuni club inglesi, difatti, erano molto ma molto interessati al ragazzo che, va detto, andando in scadenza proprio a partire dal 30 giugno scorso, faceva molto gola. E invece, il direttore sportivo Fabio Paratici nella giornata di venerdì ha praticamente anticipato tutti chiudendo l’affare con la mamma agente Veronique garantendo al ragazzo un contratto quadriennale da 7 milioni di euro a stagione e a lei, plenipotenziaria di famiglia, un assegno da 10 sonanti milioni di euro. Per un arrivo potenzialmente straordinario specie per l’assenza di costi del cartellino (se si eccettuano i 10 milioni di bonus alla firma per la madre) per il talento francese. L’ennesimo colpo a zero (o quasi) da parte della Juve dopo quelli di Pirlo, Pogba o Ramsey.

Altezza, età, peso, ruolo e dati statistici

Adrien Rabiot, per tutti, il Duca, è un calciatore superiore e che con la palla fra i piedi sa fare praticamente tutto. Specie in mezzo al campo dove nessun ruolo, dal regista alla mezzala al trequartista, gli è precluso. Grande duttilità dunque, qualità tecniche ma che diventano straordinarie, rarissime, da top player, se si considerano il suo fisico, a tratti statuario, da 188 cm raccolti in 71 kg e la sua giovane età: 24 anni appena compiuti. Insomma, una sorta di giovane ed efficace armadio bravo in interdizione ma soprattutto a costruire gioco, inserirsi senza palla e fare assist e gol. Ben 24 in 227 gare totali col Paris Saint Germain, in quasi sette anni di alterna convivenza, a cui si aggiungono 17 suggerimenti vincenti ed anche 23 cartellini gialli e due rossi per somma d’ammonizioni. Mentre nella sua parentesi al Tolosa, a titolo temporaneo dai parigini, arriva una rete in 13 sfide complessive.

Curiosità, storia personale: mamma Veronique, un agente scomodo. L'Adrien scapigliato

Carattere bizzoso dicevamo. E il merito è tutto della sua famiglia, anzi, di una mamma che, dal 2007, si è dovuta sobbarcare tutti i problemi familiari dopo l’ictus che ha immobilizzato il marito proprio a partire da quella data. Un marito dal quale si è separata, senza però abbandonare mai l'ex coniuge fino alla sua scomparsa lo scorso gennaio, donando ad Adrien il suo cognome: Rabiot-Prevost (quello del padre). La mamma Veronique, dunque, è il punto di riferimento del ragazzo, il fortino rimasto inespugnato per gli agenti di tutto il mondo vogliosi (inutilmente) di mettere le mani sulla procura, e la folta chioma di Adrien. Ma è anche il motivo principale dei suoi problemi dentro e fuori dal campo. Per una serie di incomprensioni o errori di comportamento che poco si sposano con la storia juventina fatta di rigida applicazione delle regole interne e della disciplina. Come quando a inizio carriera fece marcia indietro ai Citizens incolpando il Manchester City di non aver rispettato i patti; come quando ad un passo dall’accordo con la Roma nel 2014 la mamma esigeva di parlare con l’allora tecnico capitolino Garcia prima di avallare l’addio al Psg; come quando Adrien ha fatto a cazzotti in allenamento con Ibrahimovic; come quando si è presentato in ritardo agli allenamenti con Mbappé; come quando si è promesso a gennaio al Barcellona e poi, messo fuori rosa, ha abbandonato con la madre il tavolo delle trattative per il rinnovo; come quando s’è messo a esultare per l’eliminazione del Psg dall’ultima Champions League.

O, per finire, come quando non convocato per il mondiale in Russia della sua Francia, si è rifiutato di accettare la selezione nei 18 elementi di riserva per Deschamps. Insomma, un ragazzo dai due volti: sontuoso in campo, difficile fuori, che potrebbe ritrovare serenità e gli stimoli giusti a Torino, nella solida tradizione e organizzazione della Juventus. Prima però occorre disinnescare Veronique che, al momento, si accontenta dei 10 milioni di euro di bonus alla firma.