Napoli, Sarri e l’era dei droni. Sacchi: “E’ il mio erede”
La storia di Maurizio Sarri varrebbe la pena raccontarla in un film, e non è detto che il buon Aurelio De Laurentiis non ci faccia prossimamente un pensierino. Giudicato da molti la novità più importante del nostro calcio, dopo l'avvento di Arrigo Sacchi, l'ex allenatore dell'Empoli si sta preparando per tornare nella sua terra d'origine e mettersi alla prova con la panchina di una "big" della nostra Serie A. Cresciuto fuori dal calcio esattamente come l'ex allenatore del Milan e della Nazionale (Sacchi vendeva scarpe, mentre Sarri lavorava in banca), napoletano di nascita ma toscano d'adozione, Sarri è stato scelto dalla società campana per risollevare le sorti di una squadra che, nell'ultima stagione, ha fallito sia in campionato che in Europa.
Il paragone che poteva sembrare azzardato e irriverente per qualcuno, è stato invece "sottoscritto" dallo stesso Arrigo Sacchi: "Sarri è il mio erede ed è un tecnico che ha sensibilità e fantasia – ha spiegato l'ex allenatore del Milan e della Nazionale, ai microfoni di Gazzetta Tv – E' bravo perché aiuta i giocatori a migliorare ed è questo, secondo me, ciò che devono fare gli allenatori. Farà bene a Napoli? Se la società lo accontenterà sulle sue richieste potrà farcela. Se chiede un batterista non gli si deve prendere un bravo pianista e viceversa. Credo che possa aiutare il Napoli ad avere un gioco migliore e più divertente più piacevole di quello visto negli ultimi anni. Sono certo che, alla fine, i tifosi si ricrederanno".
La scommessa di De Laurentiis, arrivata dopo l'occasione persa con Mihajlovic e il rifiuto di Unai Emery, è coraggiosa e intrigante. Affascinante perché il nuovo allenatore napoletano è un tipo davvero particolare, e i metodi di lavoro che ha in questi anni utilizzato lo testimoniano alla perfezione. Schietto e sanguigno come alcuni suoi vecchi colleghi, e maniacale nel lavoro come e forse più di alcuni tecnici tanto (forse troppo) reclamizzati, Maurizio Sarri è il "crack" della panchina italiana. Come riportato da Gianluca Di Marzio, giornalista Sky, l'allenatore arriverà a Castel Volturno con parte del suo staff: il suo "vice" Francesco Calzona, il "tattico" Francesco Sinatti, il preparatore dei portieri Claudio Selmi e l'ex giocatore proprio del Napoli (negli anni della Serie C) Simone Bonomi.
Sono i primi due, però, a dare il senso di quanto sia "particolare" il modo di lavorare di Sarri. Francesco Calzona, da anni secondo del mister cresciuto a Figline Valdarno, è diventato un fedele collaboratoe di Sarri dopo aver abbandonato la sua originale professione di venditore ambulante di caffè. Francesco Sinatti, invece, è balzato agli onori delle cronache per i suoi sistemi di studio davvero tecnologici. Da tempo, ormai, il tattico di Sarri utilizza un drone per riprendere gli allenamenti della squadra: riprese video che, successivamente, vengono visionate fino alla noia da Sarri, per correggere eventuali errori soprattutto in fase difensiva.