Ai nastri di partenza di ogni singola stagione agonistica ci si chiede sempre chi sarà il club in grado di aggiudicarsi il titolo nazionale, quali squadre, in base al calciomercato fatto, potranno diventare mine vaganti del torneo e, allo stesso tempo, quali calciatori saranno protagonisti indiscussi della nuova annata. Di fianco ai soliti noti, ai nomi che entusiasmano, eccitano la fantasia dei tifosi e permettono code interminabili ai botteghini però, ci sono altri volti, meno celebri, più sbarazzini e giovani, pronti a fare il definitivo salto nel calcio che conta diventando da promesse delle giovanili a certezze della prima squadra.

Dai “millennials” che si affacciano, nell’era dei selfie, delle storie sui social e dei tweet al vetriolo, in Serie A ai pre-Millennium bug ecco i talenti del nostro calcio maggiormente accreditati al salto di qualità nella stagione 2017/18.

Generazione pre-Millennium bug.

Negli ultimi tempi uno dei termini più usati e, a tratti, abusati nel mondo del calcio per parlare dei talenti nati dagli anni 2000 in avanti, è quello di “Millennials”. Una generazione completamente nuova, nata in un momento particolare della storia dell'umanità e che, come tutte le epoche, gode di ampi privilegi ed altrettanti problemi. Al di là dei tratti sociologici di questo tempo, parlando di calcio, in questa prima parte vorremmo esaminare i prospetti pre-millennials o, per trovare un termine nuovo, pre-millennium bug (potenziale difetto informatico che poteva verificarsi al passaggio dal 1999 al 2000 nei sistemi di elaborazione dati di server e PC) pronti a compiere in giro per i club di Serie A la loro definitiva consacrazione.

Alex Meret è pronto: la SPAL si affida a lui.

Parlare di Donnarumma come giovane pronto ad esplodere, benché classe '99, al netto delle due stagioni scorse (79 reti subite e 26 clean sheet in 75 sfide totali), non ha molto senso col numero #99 rossonero ormai già nel giro grosso, quello dell'assoluta titolarità nel Milan e della pressoché indiscussa presenza nella Nazionale di Ventura. Farlo per Alex Meret, invece, trova tutto un altro significato col ragazzo di proprietà dell'Udinese, dopo la cavalcata vincente dello scorso anno in B con la SPAL (30 presenze per lui con 11 gare senza subire gol) e la convocazione di alcuni mesi fa nell'Italia contro Albania e Olanda, pronto alla prima assoluta stagione in Serie A.

Serie A sfiorata 2 anni fa.

Quella massima serie solo accarezzata 2 anni orsono negli incontri di Coppa Italia dell'Udinese contro Atalanta (3-1) e Lazio (1-2) e faticosamente conquistata in quel di Ferrara appena pochi mesi fa. In quella SPAL di mister Semplici che prova a mantenere la categoria affidandosi, dopo il rinnovo del prestito fino al 30 giugno del 2018, alla forza esplosiva del proprio numero #1 che, dallo stadio Mazza, potrà lanciare la sfida ai propri colleghi di reparto, Donnarumma in primis.

Dalla Juventus al Cagliari, la “vendetta” di Filippo Romagna.

Fra i difensori, invece, uno dei prospetti più interessanti dell’ampio panorama calcistico italiano è di certo Filippo Romagna. Il calciatore classe 1997 nato a Fano è stato, infatti, l’acquisto più oneroso del mercato del Cagliari che, per assicurarselo dalla Juventus, ha investito ben 7.6 milioni di euro. Una cifra importante per un ragazzo davvero molto promettente in grado di crescere anno dopo anno nella produttiva “cantera” della Juve (in cui è entrato nel 2011) e diventare, prima di partire per i prestiti di Novara prima (solo 4 presenze) e di Brescia (14 gare totali) poi, il capitano della giovane selezione bianconera di Fabio Grosso capace di vincere la Viareggio Cup nel 2016.

La scheda di Filippo Romagna (Transfermarkt.it)in foto: La scheda di Filippo Romagna (Transfermarkt.it)

La sfida di Cagliari ed il feeling con la Nazionale.

Adesso, la sfida più grande, affascinante, stimolante e dura dopo due estati vissute al top con le nazionali giovanili (secondo posto all’Europeo Under 19 del 2016 in Germania ed un terzo posto nel mondiale Under 20 di quest’anno in Corea del Sud) e la convocazione nell’Italia maggiore per uno stage dedicato ai giovani emergenti.

Con l’addio di Bruno Alves, emigrato in Scozia nei Rangers di Glasgow, l’arrivo di Andreolli ma, soprattutto, la fiducia di Rastelli, Romagna potrebbe diventare presto titolarissimo, con buna pace dell’ottimo Pisacane, nonché uno dei maggiori rimpianti della Juventus di Marotta.

Linfa vitale per la Juve di Allegri: ecco Rodrigo Betancur.

Al netto di alcuni interessantissimi prospetti peraltro con maggiori possibilità di giocare nelle rispettive squadre come i vari Mandragora (Crotone), Depaoli (Chievo) o Murgia (Lazio), a centrocampo, la “bomba” a orologeria pronta a deflagrare in questa nuova stagione potrebbe essere quella che porta il nome di Rodrigo Betancur. Bravo negli inserimenti, in possesso, malgrado i 20 anni, di grande esperienza internazionale (6 gare in Libertadores oltre a 14 sfide con l’Uruguay Under 20), di una raffinata tecnica individuale oltre che della possibilità di utilizzare, indifferentemente, destro e sinistro, l’ex perla della mediana del Boca Juniors potrebbe garantire al centrocampo juventino quella freschezza che manca in un reparto con un’età media davvero elevata (28.1 anni) e con un solo Under 25 come Sturaro.

Il profilo completo di Rodrigo Betancur (Transfermarkt.it)in foto: Il profilo completo di Rodrigo Betancur (Transfermarkt.it)

Globetrotter della mediana.

Una scommessa dal valore di 10.5 milioni di euro che ci sembra essere tutt’altro che azzardata per un ragazzo capace, da regista a mezzala, da interno a trequartista, anche di adattarsi in qualsiasi posizione nella zona nevralgica del campo.

Al netto dei mostri sacri dinanzi a lui, da Pjanic a Marchisio, da Khedira a Matuidi, l’uruguaiano saprà trovare spazio e minuti per dimostrare il suo sconfinato talento magari chissà riuscendo a bissare il titolo di calciatore rivelazione dell’anno assegnatogli nel 2015 dal quotidiano argentino “Clarin” ai tempi del Boca.

Corsa, dribbling e fase difensiva: Alex Berenguer esterno moderno.

Scippato al Napoli dal Ds del Torino Petrachi, fra i giovani pronti a emergere dall’anonimato, in posizione offensiva, troviamo lo spagnolo Alex Berenguer. Arrivato in Piemonte, come dicevamo, dopo un lungo corteggiamento da parte degli azzurri di Sarri, il giovane di Pamplona, grazie alle sue incredibili doti tecnico-tattiche è pronto a stupire tutti con la sua versatilità e la sua eleganza palla al piede.

La scheda di Berenguer (Transfermarkt.it)in foto: La scheda di Berenguer (Transfermarkt.it)

Qualità ma anche tanta quantità.

L’ex Osasuna, infatti, oltre ad essere un numero #11 molto forte, un’ala di grande qualità si è segnalato, prima del suo approdo in Italia, nella scorsa stagione, fra i migliori della Liga per dribbling a partita (2.2) ma anche fra gli esterni con maggiori qualità difensive con 3.1 contrasti tentati a partita nonché come primo attaccante della Primera Division per palloni mediamente intercettati (4.3).

Dati che mettono in risalto l’immagine nitida di un ragazzo molto prezioso anche nella fase di non possesso ma che, numeri alla mano, deve ancora crescere molto in fase realizzativa con solo 2 reti realizzate nella stagione 2016/17. Un problema che non pare essersi trascinato a Torino con, nel giorno del suo esordio ufficiale, un gol, quello del momentaneo 3-1, molto bello contro il Trapani di Calori.

Una nuova chance per Daniele Verde.

A chiudere questa prima finestra dedicata ai giovani pronti a sfondare in questa nuova stagione di Serie A troviamo l’ex Pescara, Frosinone e Avellino Daniele Verde. Esterno offensivo mancino classe 1996 ora al Verona di Pecchia a titolo temporaneo dalla Roma, alla sua prima grande occasione in Serie A dopo quella ciociara nella quale trovò solo 7 presenze dall’agosto 2015 al gennaio 2016, potrebbe finalmente mettere in mostra tutte le sue armi offensive fatte di agilità, baricentro basso, dribbling ubriacante e precisione nel tiro.

Il rendimento complessivo di Verde (Transfermarkt.it)in foto: Il rendimento complessivo di Verde (Transfermarkt.it)

Lampi e sprazzi di talento visti già nell’annata 2014/15 con la Roma nella quale, specie in Sardegna, nella gara contro il Cagliari il giovane Verde, allora buttato nella mischia da Garcia, mise a referto 2 decisivi assist contro i rossoblù per poi esser spedito in prestito in giro per l’Italia.

L’annata con l’Avellino.

Dopo la buona scorsa annata coi Lupi dell’Avellino, nella quale il napoletano è riuscito a siglare 8 reti in 32 presenze complessive e, complice l’addio al Verona di Cassano, Verde sembra sulla rampa di lancio per chiudere il tridentazo giallobù formato da Pazzini e Cerci e a diventare, magari rubando ai più esperti colleghi i trucchi del mestiere in zona gol, una risorsa preziosa per gli scaligeri con vista sulla capitale, con vista Roma.

Spazio ai Millennials.

E ora, dopo questa breve panoramica sui talenti nati negli anni ’90 pronti a prendersi il proscenio nella Serie A 2017/18, è il momento di analizzare i profili di alcuni dei più promettenti “Millennials” che, ne siamo certi, faranno parlare di sé nel corso di questo nuovo straordinario anno.

I Millennials già in gol: Kean e Pellegri.

Quasi come un utile promemoria, una finestra con un’icona da riaprire per la nuova annata le reti all’ultima giornata di Kean e Pellegri hanno assunto il valore di un arrivederci, di un saluto temporaneo in vista della loro maturazione attesa, nel loro già veloce processo di sviluppo, per questa stagione agonistica. E sì perché se il primo ha raccolto diversi primati in Europa e in Italia (come primo 2000 ad esordire in Serie A e primo in gol a questa tenera età nei maggiori campionati europei), con ben 18’ minuti per trovare la prima rete della sua vita in Serie A contro il Bologna, il secondo ne ha impiegati 8’ (sui 74’ stagionali) per bruciare in uscita Szczesny (e stregare le big del nostro calcio) e realizzare, nel giorno del suo esordio dal primo minuto, la marcatura del momentaneo 0-1 del suo Genoa.

Numeri, aneddoti, storie intrecciate, di primati, sorpassi e racconti che li portano ad essere fra i prospetti più osservati e a guidare la rivoluzione della new gen già pronta a soppiantare le “vecchie generazioni” ed a raccogliere un testimone, tutto made in Italy, molto, molto promettente. Allegri e Lapadula permettendo, ne vedremo delle belle.

Caligara e Meli stregano Allegri e Pioli.

Con meno chance di giocare ma con la consapevolezza per Juventus e Fiorentina di avere fra le mani due talenti non da poco, troviamo rispettivamente Meli e Caligara. Trequartista/esterno offensivo uno, centrocampista sulle orme di Marchisio l'altro. Due profili che hanno fatto benissimo nelle giovanili e che si sono affacciati alla nuova stagione prendendo parte ai ritiri delle loro prime squadre affascinando Pioli e Allegri che, in attesa della loro progressiva ascesa, fisica e tattica, sanno, per il futuro, di poter contare su questi formidabili talenti. Segnatevi questi nomi: Meli e Caligara sono pronti (o quasi) per la Serie A.