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Xavi si ritira: “È il mio ultimo anno da calciatore. Farò l’allenatore”

L’ex centrocampista del Barcellona ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo a 37 anni e motiva così la sua decisione: “Voglio il patentino per iniziare la carriera da allenatore”.
A cura di Vito Lamorte
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Lo avevamo lasciato con l'abbraccio ad Andrea Pirlo al termine della finale di Champions League di due anni fa tra Barcellona e Juventus e, proprio come il centrocampista azzurro qualche giorno fa, anche Xavi ha annunciato il suo addio al calcio giocato. Si chiude così la lunghissima avventura del calciatore di Terrassa iniziata nelle giovanili del Barcellona nel 1991 che terminerà quest'anno con l'Al-Sadd.

Lascia i campi uno dei più grandi registi del calcio moderno: con il Barcellona, squadra nella quale ha militato dal 1998 al 2015, ha vinto otto campionati spagnoli, sei Supercoppe spagnole, tre Coppe del Re, quattro UEFA Champions League, due Supercoppe UEFA e due Coppe del mondo per club FIFA; mentre con la Nazionale Spagnola ha partecipato a quattro Mondiali (2002, 2006, 2010 e 2014), tre Europei (2004, 2008e 2012) e due Confederations Cup (2009 e 2013), vincendo gli Europei del 2008 e 2012 e il Mondiale del 2010.

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Xavi si ritira: È il mio ultimo anno da calciatore

Il centrocampista spagnolo in un'intervista a Mundo Leo ha reso pubbliche le sue intenzioni di lasciare definitivamente il calcio giocato e di volere studiare per prendere il patentino da allenatore già dal prossimo anno:

Ho avuto la fortuna di non soffrire infortuni gravi ma credo che la mia parabola sia andata progressivamente scendendo verso il basso. Io stesso vedo che mi stanco di più, che faccio fatica a recuperare, sicuramente sarà il mio ultimo anno da calciatore. L'idea è prendermi il patentino da allenatore il prossimo anno e cominciare una nuova carriera.

Dopo Pirlo, anche Xavi si ritira

Xavi Hernandez dice basta con il calcio giocato a 37 anni e lo fa qualche giorno dopo Andrea Pirlo, che insieme allo spagnolo ha portato alla ribalta il ruolo del regista, del cervello della squadra, probabilmente come mai era successo prima nella storia del calcio. In un intervista a La Gazzetta dello Sport, pochi giorni prima della finale di Champions del 2015, Xavi ha confessato tutta la sua ammirazione per il centrocampista italiano:

Un talento incalcolabile, una meraviglia da vedere, sono un suo fan. Per me è sempre stato il miglior giocatore dell’Italia. Può essere che io sia di parte in quanto centrocampista, magari un attaccante ha altre preferenze però io non ho dubbi. È sempre stato il punto di riferimento, il giocatore nel quale gli altri si identificavano e che più influiva nel gioco.

È singolare che l'addio al calcio sia di Xavi che di Pirlo arrivi nello stesso periodo ma sicuramente il movimento perde due degli interpreti migliori degli ultimi vent'anni. Ci mancheranno, entrambi.

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