Attaccante italiano di colore, cresciuto nel Nord Italia, che ha come procuratore Mino Raiola. Anche se così potrebbe sembrare, non stiamo parlando di Mario Balotelli ma di Moise Kean, giovane talento classe 2000 della Juventus, che ha da poco compiuto sedici anni ma ha già impressionato l'Europa finendo sul taccuino dei principali top club del Vecchio Continente dall'Arsenal al Manchester City, dal Psg al Manchester United. Il ragazzo ha debuttato in Serie A nella sfida col Pescara (vinta 3-0 dai bianconeri) ed è stato il primo ragazzo nato nel 2000 a disputare un match nel massimo campionato. Kean ha come idolo proprio il SuperMario nazionale con il quale, come vedremo, ci sono molte altre affinità, oltre quelle già evidenziate.

Kean

La storia, il bomber ivoriano che segna a raffica

Moise Bioty Kean nasce a Vercelli da genitori della Costa d'Avorio, il 28 febbraio 2000. Alla Juventus inizia la sua trafila nella categoria esordienti, ma già nella stagione 2012-13 è aggregato ai giovanissimi, con cui gioca la fase finale dei campionati nazionali di categoria. L'anno seguente realizza 21 gol in 10 partite, che gli valgono il passaggio agli Allievi Nazionali, nonostante sia sotto età di due anni. Ma per il giovane Moise non sembra essere un problema, realizza infatti 14 reti in 15 gare. Nella stagione successiva le segnature sono 24 in 25 match e Fabio Grosso gli concede addirittura qualche minuto in Youth League contro il Siviglia all'età di 15 anni e in soli sei minuti rischia di diventare il marcatore più giovane di sempre della competizione.

La scheda di Kean (fonte Transfermarkt)
in foto: La scheda di Kean (fonte Transfermarkt)

Quest'anno è in pianta stabile nella Primavera bianconera e ha già segnato 5 gol in altrettante presenze (3 in campionato e 2 in Youth League). Nonostante le origini ivoriane Kean ha sempre detto di sentirsi italiano e di voler giocare con la Nazionale del Bel Paese, ragion per cui fa parte delle selezioni giovanili azzurre fin dalla under 15 (con cui ha segnato 2 gol in 6 partite). Poi l'under 16 (3 reti in 4 gare) prima di arrivare all'under 17 con la quale è già andato a segno per 5 volte negli 11 match fin qui disputati.

Punti di forza, prestanza fisica e grande capacità tecnica

Kean è una punta centrale ma può giocare, senza alcun problema, anche esterno offensivo in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1. La sua grande forza fisica che gli consente di fare a sportellate in area con i difensori avversari non gli impedisce, allo stesso tempo, di destreggiarsi nel ruolo di laterale d’attacco in quanto in possesso di un buon passo in progressione, di un ottimo allungo e di eccezionali fondamentali. Un diamante grezzo che fa gola a molti top club e che, con le sue giocate di irruenza e strapotere fisico, domina da qualche anno le categorie giovanili in maglia bianconera. Il suo idolo è Balotelli, cui assomiglia molto per caratteristiche tecniche, la speranza, specie per i tifosi Juve però, è che oltre al talento e al comune procuratore le “assonanze” con Super Mario finiscano qui.

Punti di debolezza, il carattere da formare

Uno dei punti su cui maggiormente il ragazzo di origini ivoriane deve lavorare è di sicuro il carattere. Come il suo idolo, infatti, Kean non è facilissimo da gestire, specie nei primi anni al Toro, nei quali, ci raccontano, ogni giorno poteva inventarne una. In maglia Juventus Moise sembra stia migliorando tantissimo da questo punto di vista anche se la strada da percorrere è ancora lunga. Sul campo invece, la sua applicazione tattica in fase difensiva, soprattutto quando gioca esterno d’attacco, deve migliorare ma, a 16 anni, questo ragazzo sembra già pronto per esordire coi grandi.

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in foto: Il rendimento di Kean (Transfermarkt)

Dicono di lui, Grosso: "Può diventare il numero uno"

Il suo attuale tecnico nell’Under 19 juventina Fabio Grosso conosce bene le potenzialità del giovane vercellese ma lo sprona continuamente a migliorarsi: "Kean è un ragazzo dalle ottime qualità che deve crescere sotto tutti i punti di vista. Sia caratteriale che tattico, ho grande fiducia in lui". Il suo agente Mino Raiola, lo stesso del suo idolo Balotelli, si gode la crescita esponenziale del suo assistito dichiarando: "Ha appena sedici anni, ma, se continua così, Moise può diventare un numero uno. Ha talento, fisico, spirito di sacrificio. Ha capito quanto grande sia l’opportunità che ha davanti. Ha una grinta spaventosa".

“Why always me?”, come Balotelli dopo un gol al Perugia

Ma le analogie con l’attuale bomber del Nizza non finiscono qui, infatti, nel maggio del 2015 dopo aver segnato un gol contro il Perugia nei Playoff Scudetto degli Allievi Nazionali, anche Kean ha mostrato una maglia con la scritta: “Why always me?” (come fece SuperMario ai tempi del Manchester City) palesando una certa insofferenza alle critiche sui suoi comportamenti.

Dal Toro alla Juve, lo ‘scippo' bianconero. Un altro episodio che può aiutare a definire il carattere di questo ragazzo riguarda il suo discusso trasferimento da giovanissimo dal Torino alla Juventus. Infatti passò ai bianconeri prima che i granata potessero metterlo sotto contratto pluriennale (consentito solo dai 14 anni in poi). Moise decise di cambiare aria pur rimanendo nella stessa città vestendo entrambe le maglie dei due club torinesi, come Balotelli che non si fece alcun problema a indossare quella del Milan dopo essere cresciuto nelle giovanili interiste.

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