Dopo una stagione di "ambientamento" Arturo Vidal ha iniziato nel migliore dei modi l'annata 2019/2020 con la maglia del Barcellona. Punto di forza della squadra di Valverde, il cileno si è raccontato ai microfoni del quotidiano transalpino "L'Equipe" regalando diversi spunti interessanti. Dal feeling con il suo ex allenatore in bianconero Antonio Conte, ai motivi che lo hanno portato a sfoggiare l'inconfondibile look con la cresta.

Perché Arturo Vidal ha deciso di farsi la cresta

Perché Arturo Vidal ha deciso di farsi la cresta? Cosa c'è dietro la curiosa capigliatura del centrocampista cileno del Barcellona. Il diretto interessato ha rivelato in un retroscena di essersi ispirato ad un altro giocatore, ovvero all'ex nazionale tedesco Christian Ziege che nella sua carriera oltre a vestire le maglie di Bayern, Liverpool, Tottenham, Middlesbrough e Borussia Moenchengladbach, ha vissuto anche una parentesi al Milan. Queste le parole di Vidal: "La cresta l’ho fatta dopo la Coppa del Mondo Under 20 del 2007. Mi ricordavo di un giocatore tedesco con una cresta che mi era piaciuto ai Mondiali del 2002, perché era molto aggressivo e incuteva timore agli altri. Allora volevo fare qualcosa di simile e mi sono creato un personaggio”.

Vidal, i tatuaggi e la promessa per la Champions

A proposito di look, Vidal è anche celebre per i tatuaggi. Il cileno ha annunciato di essere pronto a tornare dal tatuatore in caso di vittoria della Champions con il Barcellona. Una Champions sfiorata con la Juventus, nella finale del 2015 proprio contro i blugrana. Il cileno ha dichiarato: "Ho iniziato a tatuarmi quando ero in Italia e ora ne ho più di 30. Però ho uno spazio riservato sull’addome per la Champions League”.

La stima di Vidal per Antonio Conte

Le voci di mercato relative ad un possibile ritorno in Italia non hanno distratto Vidal che è pronto a rispettare il contratto con il Barcellona fino al 2021. Il centrocampista nella sua esperienza in Serie A è cresciuto in maniera notevole con la casacca della Juventus. Grandi parole di stima a tal proposito nei confronti di Antonio Conte, suo ex mister e attuale condottiero dell'Inter, che ha appena incrociato in Champions: "Il mister è stato importante nella mia crescita. Era un po’ come me quando giocava e mi ha insegnato molto sul posizionamento in fase difensiva ma anche sulla fase offensiva. Grazie a lui ho segnato diversi gol. E tatticamente è un mostro".