Il pubblico di San Siro non ha perdonato i protagonisti coinvolti nelle ultime settimane nell'acceso confronto con la società. Poco prima che iniziasse Inter-Sampdoria, sono arrivati dalle tribune fischi pesanti non appena sui maxischermi di San Siro sono apparsi i volti di Mauro Icardi e Wanda Nara che si stavano accomodando sugli spalti, con le immagini che sono durate pochissimi secondi. Il pubblico nerazzurro ha espresso in modo manifesto la propria posizione e ha fatto capire da che parte sta: dalla parte del club.

Un momento di alta tensione, con l'ex capitano e consorte procuratrice che hanno deciso di assistere alla partita. Malgrado le polemiche accese, malgrado l'esecrabile episodio della sassata sull'auto e delle minacce via sms, malgrado il sereno sia ancora lontanissimo all'orizzonte. Se a Vienna Icardi non si era nemmeno aggregato al gruppo, a San Siro ha fatto capolino in tribuna, da infortunato, e forse ha anche gioito per il successo sofferto da parte della sua squadra.

I fischi di San Siro

Fatto sta che i tifosi non sono rimasti super partes. Le dinamiche di quanto avvenuto in questi giorni ha stancato il tifo interista che si è schierato con la società in tutto e per tutto. E se da San Siro sono arrivati i fischi, dopo le critiche e gli insulti via social, è stato pubblicato anche una nota ufficiale da parte della tifoseria interista che riguarda Icardi, pur senza mai citarlo.

Da che parte stanno i tifosi

Un comunicato durissimo nei confronti dell'argentino e di chi tratta la società per i propri interessi. Icardi non viene mai citato, ma vengono fatti altri nomi, da Walter Zenga a Paul Ince fino ad Andrea Ranocchia, che in un passato recente ha anche indossato la fascia da capitano. Tutti presi ad esempio quali professionisti e non da mercenari. Che devonoandare via dall'Inter

Il testo del comunicato dei tifosi nerazzurri

L’Inter e il suo popolo non meritano certi comportamenti, non meritano che giocatori dal dubbio impegno battano cassa ogni sei mesi non rispettando i contratti (…). Gli interisti non possono accettare che un giocatore dall’oggi al domani decida che questa gloriosa maglia non sia più sufficiente per lui e il suo ego. Non deve essere più ammesso che dopo una sconfitta indegna questi personaggi usino i social per farci la morale e mettere in dubbio la nostra fedeltà ne tantomeno dev’essere più accettato che mogli, genitori o parenti esultino sempre tramite gli stramaledetti social per una nostra sconfitta (…). Adesso non si tratta di vittorie o di sconfitte. Si tratta di rispetto. Solo e semplice rispetto. Per l’Inter, per la sua storia e per i suoi tifosi.
Tanti giocatori hanno vestito con diverse fortune la nostra casacca, pochi erano interisti, alcuni lo sono diventati nel tempo, altri si sono semplicemente comportati da professionisti. Ecco perché non dimenticheremo mai i vari Walter Zenga, Nicola Berti, Paul Ince, Zamorano, Cruz, Simeone, Materazzi, Samuel Eto’o, udite udite, Andrea Ranocchia… Non tutti campioni, non tutti santi, ma sicuramente veri uomini. Via i mercenari dall’Inter