"A gioco fermo ha urinato in direzione della tribuna ospite, rivolgendo nell'occasione gesti osceni e triviali esibendo l'organo genitale". E' stata questa la motivazione espressa dal giudice sportivo che ha squalificato per cinque giornate, Giovanni Liberti, il calciatore della Turris (club di Torre del Greco – in provincia di Napoli – che milita dei Dilettanti) punito per quanto accaduto in occasione dell'ultimo incontro di campionato con la Sarnese.

Il ricorso. In una nota la società vesuviana ha contestato la decisione e, attraverso un comunicato pubblicato sui social network, ha provato a smontare il provvedimento fornendo la propria versione dei fatti. Nel post editato su Facebook è il presidente della Turris, Antonio Colantonio, ad annunciare ricorso verso la decisione del giudice sportivo.

Tutta colpa di una fontana. Il motivo? Semplice, nei pressi della zona dove il calciatore si stava preparando a entrare c'era una fontana e lui stava solo bevendo mentre si aggiustava il pantaloncino…

L’AP Turris ASD, nella figura del presidente, contesta la decisione del giudice sportivo inerente le 5 giornate di squalifica al giocatore Giovanni Liberti, annunciando immediato ricorso: Purtroppo, per l’ennesima volta, ci troviamo a dover fronteggiare un’ingiustizia – ha ammesso il patron corallino -. Il nostro giocatore Liberti non ha assolutamente commesso i fatti contestati; semplicemente nella zona del riscaldamento c’è una fontana vicino ad un muro e il giocatore, pronto ad entrare in campo, stava bevendo e aggiustandosi la maglia che, da regolamento, va messa nei pantaloncini.

La cosa grave – continua il Presidente- è che a sostegno della squalifica c’è solo la testimonianza dell’assistente dell’arbitro posizionato dal lato opposto del terreno di gioco. La stessa società ospite, sentito il segretario, ci ha confermato che il nostro giocatore non ha fatto nulla di quanto contestato. Sono amareggiato per questa decisione del giudice sportivo contro cui presenteremo ricorso per far valere le nostre ragioni. La Turris – conclude Colantonio- è una società seria e i nostri calciatori rispettano sia le regole di gioco, che quelle etiche e morali, che impone questa disciplina.