Dopo la Supercoppa in Arabia Saudita, l'obiettivo è una partita del campionato di Serie A da giocare in Cina. Non in questa stagione né in quella prossima ma è il progetto al quale sta lavorando la Lega di Serie A in collaborazione con la Federcalcio e i vertici di China Media Group, la principale emittente statale: un accordo pluriennale di cui si parlerà domenica durante un incontro a margine della visita del presidente cinese Xi Jinping a Roma. Verranno gettate le basi per un'intesa che, a livello economico, porterebbe ulteriori introiti nelle casse della Figc e dei club. Non solo business nella partnership con l'Italia. Dietro il forte interesse al dialogo da parte della autorità cinese c'è un obiettivo ben preciso: riuscire a ottenere l'assegnazione dei Mondiali del 2030.

Quale gara potrebbe essere oggetto della ‘trasferta' al di là della Grande Muraglia? Con ogni probabilità quella inaugurale del torneo, almeno nelle intenzioni delle parti in causa. Nella bozza d'intesa, secondo il Financial Times, potrebbero nascere anche altre collaborazioni tra i due Paesi: in particolare, un percorso di formazione al professionismo sia a livello calcistico (con l'inserimento nei centri federali italiani dei migliori talenti della Cina) sia a livello didattico con lo studio degli strumenti tecnologici e dell'evoluzione tattica e dei sistemi di allenamento.

La reticenza della Fifa, i precedenti nella Liga e in Premier

Il piano per portare una partita di Serie A in Cina potrebbe incontrare degli ostacoli insormontabili. Anzitutto, serve che sia la Fifa sia Federazione Asiatica diano il via libera a un'ipotesi del genere. Ed è proprio questo lo scoglio più grande da superare.

  • Fu proprio il parere negativo della Fifa a costringere la Liga spagnola a rinunciare al progetto di disputare una partita di campionato negli Stati Uniti. E più in generale la reticenza del numero uno, Gianni Infantino, è un segnale molto chiaro della posizione ferma da parte delle massime autorità calcistiche internazionali: "Le partite ufficiali dei campionati devono essere disputate nel territorio della associazione membra".
  • Dieci anni fa (nel 2008) anche la Premier League inglese aveva pensato ad un'iniziativa del genere che avrebbe alimentato in maniera esponenziale un campionato già molto ricco. Conveniente a livello economico, poco interessante a livello logistico… quell'idea venne messa da parte subito a causa delle forti polemiche scatenate sia tra i tifosi sia a livello politico.