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Un diluvio di polemiche sul rinvio di Napoli-Juventus

Il Napoli si difende dietro una scelta voluta dalla Protezione Civile, la Juve si dichiara parte lesa per non essere stata coinvolta, la Lega rivendica il proprio diritto di essere sempre interpellata. In un turbinio infinito di polemiche.
A cura di Alessio Pediglieri
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La Juventus riparte da Napoli dopo il rinvio della partita

Non c'è pace dopo il rinvio di Napoli-Juventus a causa delle avverse condizioni meteo di domenica pomeriggio che hanno fatto slittare la supersfida tra i partenopei di Mazzarri e la capolista agli ordini di Antonio Conte. Polemiche che hanno coinvolto la scelta fatta e soprattutto i modi con cui è maturata, con l'accusa (bianconera e della Lega Calcio) che racconta di pressioni nei confronti del Prefetto della città da parte della società azzurra che non avrebbe nemmeno notificato la volontà di non disputare l'incontro a Maurizio Beretta, presidente della Lega che da regolamento sarebbe dovuto essere il primo a ricevere la richiesta. Una polemica che non si ferma nemmeno davanti al dramma umano di una regione in ginocchio, come la Liguria per le incessanti piogge. A Genova era stata rinviata Genoa-Inter senza alcuna polemica, ma in palio al San Paolo domenica sera c'era molto di più di un semplice scontro diretto tra due potenze del calcio italiano.

Il vertice straordinario: la partita non si deve giocare

Procediamo per ordine. All'ora di pranzo, a causa del maltempo che perdurava dalla sera prima, era stato deciso di rinviare la partita in programma nel posticipo serale al San Paolo Napoli-Juventus con una decisione raggiunta al termine di un incontro straordinario che si era svolto in Prefettura a Napoli, attraverso un deciso no della Protezione Civile che aveva chiesto e ottenuto il rinvio della partita per questioni di sicurezza pubblica. La decisione di rimandare la partita Napoli-Juventus era stata determinata soprattutto dall'obiettivo di tutelare l'incolumità dei tifosi che si sarebbero recati allo stadio in una Napoli allagata e ingolfata da pioggia e traffico. Secondo quanto si era appreso in prefettura, il campo dello stadio San Paolo al momento della decisione risultava allagato e anche la situazione viabilità presentava innumerevoli criticità: strade inagibili, anche nella stessa zona dello stadio. Da qui la decisione, unanime, di rinviare il match anche davanti alle drammatiche notizie che erano sopraggiunte in giornata. Un uomo, infatti, era deceduto nel Napoletano a seguito della caduta di un albero sulla sua automobile. L'incidente, avvenuto ad Arco Felice in frazione del comune di Pozzuoli si andava ad aggiungere alle più drammatiche notizie provenienti dal versante ligure. In vista di un esodo di 60 mila e più tifosi, tutti hanno preferito evitare altri ulteriori problemi.

tifosi napoli

Decisione presa ma mancano Juventus e Lega Calcio

Abbiamo detto ‘tutti' ma è sbagliato perchè la cronaca racconta di un vertice in cui mancavano esponenti della Juventus FC e di un filo diretto con la Lega Calcio: la decisione di non giocare era stata presa con i soli rappresentanti del Napoli presenti, facendo scoppiare in silenzio (o per meglio dire, con un minimo di diplomazia) la guerra fredda tra Napoli e Juventus dopo la scelta del rinvio come misura precauzionale della partita a causa del maltempo che ha toccato anche la Campania. Tra gli argomenti di perplessità, comunicati solo in via ufficiale, c'è il fatto che in Campania si sia giocato ovunque, anche a pochi chilometri da Napoli, in tutte le serie anche nelle minori, dove l'organizzazione non è poi così presente come lo è per la Serie A. Ma la posizione della prefettura è stata chiara: la partita del San Paolo avrebbe richiamato un numero enorme di persone, vicino ai 70 mila, con conseguente spiegamento di forze dell'ordine non impiegabili nell'ordine pubblico sul maltempo – come sottolineato poi dallo stesso sindaco De Magistris. Ma i vertici bianconeri non hanno contestato – almeo formalmente – la scelta di on giocare, quanto piuttosto si sono mostrati molto seccati perchè al vertice dal prefetto di Napoli non sono stati invitati nè il club torinese, nè altre istituzioni calcistiche. Una scelta ‘unilaterale' inaccettabile che ha indirizzato le ire juventine anche contro una Lega che per l'ennesima volta, ha piegato il capo dimostrandosi inutile. Una rabbia cui sarebbe potuta seguire anche la beffa: il Napoli aveva ipotizzato inizialmente il 14 dicembre per il recupero, una data pressochè impossibile perchè la Juventus due giorni prima gioca a Roma; il club torinese, avvalendosi del regolamento, che parla di data più vicina possibile, ha chiesto il 30 novembre. Data che è stata ratificata nella riunione di Lega a Milano.

Maurizio Beretta

Beretta non ci sta

“ La Lega non è stata avvisata. Abbiamo saputo del rinvio, dalla tv. ”
Maurizio Beretta
Ma se da un punto di vista oggettivo, la partita poteva – come è stato – essere sospesa senza gravi danni nè al campionato nè alle due squadre e relative tifoserie, dall'altro è nato un polverone che non sembra voler cessare. Il nodo da sciogliere è semplice: la Lega Calcio non è stata avvisata della decisione di sospensione del match come prevede il regolamento federale. Perchè? "La Lega non è stata coinvolta in questa decisione, l'abbiamo appresa dai mezzi di informazione" ha sbottato il presidente Maurizio Beretta, che ha risposto all'Ansa che gli chiedeva chiarimenti sulla decisione di rinviare per il maltempo Napoli-Juventus, decisione cui la Lega era rimasta estranea. Beretta ha affermato:"Nel pomeriggio poi è arrivata direttamente una comunicazione ufficiale della prefettura
(alle 15.55, ndr) Capisco il clima di preoccupazione, alla luce di quello che è successo in questi giorni, e quindi non entro nel merito: e certamente la sicurezza di tutti è un valore prioritario. Ma è un fatto che la scelta sia stata presa senza consultare la Lega, che è l'organizzatore del campionato."Un fatto al quale però la stessa Lega non ha fatto seguire alcunchè se non il proprio malessere. E qui arriviamo al livore bianconero.
Napoli Juventus

La Juventus alza la voce

Al famoso vertice che ha deciso la sospensione, ha preso parte anche una rappresentanza della società partenopea, con la presenza di Bigon, un particolare che Marotta non ha potuto non sottolineare nella sua dichiarazione apparsa sul sito ufficiale della Juventus nelle ore successive alla notizia della sospensione del match. Il dirigente bianconero ha affermato:

"Gli ordini delle autorità prevalgono, come giusto, sull'interesse sportivo. Siamo dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita e siamo in un buon momento di forma, reduci da una bella vittoria. Il Napoli, che ha partecipato al vertice, avrà certamente avuto qualche elemento in più per aiutare le autorità nell'analisi".

Una neanche meno tanto velata polemica di fronte a una decisione presa senza consultare né la Juventus né la Lega Calcio. Anche perchè – prima volta nella storia del calcio – è stata rinviata una partita senza che vi fosse l'impraticabilità del campo e – oltre al danno la beffa – nel pomeriggio partenopeo era spuntato anche un beffardo tiepido sole.

Napoli Juventus

La tranquillità del Napoli

Di tut'altro spirito, invece, il clima partenopeo con il presidente del Napoli De Laurentiis che ha risposto ai dirigenti juventini in modo indiretto, con un messaggio di appoggio nei confronti delle autorità: "Condivido pienamente la decisione del Prefetto di Napoli Andrea De Martino, presa in un momento di forte criticità meteorologica in tutta la provincia di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano un’attenzione particolare". Una posizione sposata anche dal tecnico Walter Mazzarri:

"Eravamo pronti a scendere in campo concentrati e carichi per dare una gioia ai nostri tifosi. Siamo coscienti però che le ragioni di sicurezza hanno la priorità assoluta ed in questo momento il nostro pensiero va alle vittime di Genova e all'uomo che questa mattina ha perso la vita a Pozzuoli".

Eppure quella procedura non ortodossa lascia qualche residuo di cattivi pensieri: malgrado il momento concitato e malgrado si dovesse decidere in fretta, un club professinale e rispettoso delle regole come il Napoli non dovea nè poteva far sì che si optasse per una soluzione di rnvio o di sospensione del match senza ‘accorgersi' che mancavano 2/3 degli attori necessari perchè ciò avvenisse in modo regolare: la Juventus e la Lega.

napoli juventus genoa inter

Hanno sbagliato tutti, non come in Genoa-Inter

Difficile dal di fuori entrare nel merito sul rinvio di Napoli-Juventus, anche se c'era stato un precedente importante nella stessa giornata di campionato che aveva coinvolto Genoa e Inter. La gara del lunch-time era stata sospesa e rinviata a data da destinarsi (poi stabilita nel 14 dicembre) già nella giornata di sabato, prevedendo una situazione insostenibile per una città oramai senza pià difese davanti alle intemperie autunnali. In quel caso, però, non c'è stata alcuna polemica, nessuna nota stonata – forse anche a rispetto delle vittime del nubifragio e delle famiglie senza più case nè beni. Dopo la decisione della sospensione della gara tra Genoa ed Inter, solo parole d'appoggio e solidarietà. "Dopo quello che è successo nessuno può pensare di giocare una gara di calcio",  aveva subito spiegato il presidente Enrico Preziosi che poi aveva anche aggiunto: "C'è molto sgomento, perplessità, dolore". Queste sono state le prime parole del patron rossoblù, sulla tragedia che ha colpito la ‘Superba', aggiungendo: 

"Quello che più di tutto mi fa arrabbiare parecchio è che alle soglie del 2012 non si può morire così. Capisco che non è il momento di fare polemiche, ma è incredibileciò che è successo, ed è qualcosa che poteva essere evitato. I genovesi sno molto arrabbiati. Qualcosa non ha funzionato al meglio e probabilmente sono state fatte valutazioni diverse da quelle che si dovevano fare, ma in qualsiasi Paese civile una cosa del genere non può succedere".

Sul calcio, nemmeno un pensiero. Come è giusto che debba essere, al contrario delle polemiche che stanno correndo a doppia velocità tra Torino e Napoli sulla scia di sospetti e ragion di Stato capovolte. Senza curarsi di un'Italia dilaniata dai danni e dalle vittime Provocate dal maltempo.

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