Monchi torna a casa. Dopo aver lasciato la Roma il dirigente l'andaluso torna al Siviglia per occupare la posizione che aveva lasciato due stagioni fa per provare una nuova avventura in Italia. L'uomo di San Fernando diventa il nuovo direttore generale sportivo del club spagnolo, che dopo l'eliminazione in Europa League ha esonerato l'allenatore Pablo Machín: in panchina fino a giugno Joaquin Caparros. La separazione tra Monchi e la Roma è stata piuttosto burrascosa, visto che in molti gli hanno imputato una campagna trasferimenti che avrebbe messo in difficoltà la Roma ed Eusebio Di Francesco in questa stagione.

Il comunicato del Siviglia

Questo il comunicato del club spagnolo per ufficializzare il ritorno di Monchi:

Ramón Rodríguez Verdejo, Monchi, torna a quella che sarà sempre la sua casa. Il Siviglia FC e Monchi hanno raggiunto un accordo per far tornare l'uomo di San Fernando a ricoprire quella che era stata la sua mansione fino a due anni fa, ovvero come direttore sportivo generale della squadra nervionense. La sua incorporazione sarà effettiva dal prossimo primo aprile. La presentazione sarà questo lunedì, 18 marzo, a partire dalle 13:00 allo stadio Ramón Sánchez-Pizjuán.

Il post su Twitter di ieri che annunciava il ritorno

Ieri mattina Monchi aveva pubblicato un post sul suo profilo di Twitter che aveva lasciato qualche dubbio sul suo futuro ma che, dopo l'ufficializzazione di oggi, annunciava il ritorno a casa. "El corazón nunca olvida el lugar donde dejó sus me" ("Il cuore non dimentica mai il luogo dove ha lasciato i migliori battiti"): un ricongiungimento che non sembrava scontato, visto che il dirigente spagnolo era stato accostato diverse volte all'Arsenal.

Monchi: Con Pallotta abbiamo capito che era meglio fermarsi

Le divergenze con James Pallotta hanno avuto un peso enorme e lo stesso Monchi durante la conferenza stampa di presentazione ha spiegato cosa è successo dal suo punto di vista:

Sono andato via dalla Roma per una ragione semplice: abbiamo capito che l'idea della proprietà era diversa rispetto alla mia. Il presidente Pallotta pensava che fosse meglio andare a destra, io invece a sinistra. Continuare così non era giusto ma posso solo parlare bene di Pallotta e di tutti quelli che hanno avuto un motivo per portarmi a Roma. Mai sentirete una mia parola contro la società o contro la Roma. Abbiamo solo capito che le strade erano diverse e abbiamo deciso di fermarci. Il mio addio legato all'esonero di Di Francesco? È vero che la mia fiducia in Eusebio era grandissima, ma è una decisione che ha preso la società in un momento in cui già sapevo che il mio proseguimento non era sicuro.