Udinese e Inter si giocano le ultime chances Champions

La corsa per il piazzamento Champions, entra nel vivo con il posticipo delle 20.45 tra Udinese e Inter. Guidolin e Stramaccioni sono chiamati al riscatto (il primo) e alla conferma (il secondo) se vogliono toccare da vicino l'Europa che conta. Dopo la sconfitta di Roma e la vittoria nerazzurra contro il Siena, entrambe ambiscono, infatti, al terzo gradino del podio, ora occupato dalla Lazio di Reja. Gara da emozioni forti quella che si giocherà al "Friuli". tra due squadre che si ritroveranno di fronte per la trentaseiesima volta in serie A: una storia lunga, cominciata nel campionato 1950. Una storia che ha avuto un lieto fine soprattutto per l'Inter, capace di espugnare il fortino bianconero per ben dodici volte.

Roma caput mundi? – Ha dovuto lavorare parecchio Francesco Guidolin, nelle ore successive alla sconfitta di Roma. La serata dell'Olimpico ha lasciato il segno, così come lo lasciò la trasferta di Siena. La fotografia udinese, in questo girone di ritorno, non ha i colori "vivi" dell'inizio: i soli tredici punti conquistati (esattamente come l'Inter), dal giro di boa, rischiano seriamente di rovinare ciò che i bianconeri hanno costruito in questa stagione. "Serve una vittoria perchè, altrimenti, rischiamo di perdere la Champions", ha avvisato il tecnico di Castelfranco Veneto, mettendo le mani avanti. Facile dirlo, più difficile farlo. Specialmente quando ti trovi di fronte a chi sta lottando per il tuo stesso obiettivo.

Problemi friulani – Una delle cause che ha sicuramente influito sulle alterne prestazioni bianconere, sono sicuramente le assenze con le quali il mister bianconero ha dovuto imparare a convivere.
Bomber contro – A tenere alto il morale dell'Udinese, ci sarà ancora una volta il suo capitano: Totò Di Natale. Una presenza costante e confortante, quella del cannoniere campano che, anche nella triste serata di Roma, ha dimostrato quanto può essere decisivo. Il gol del pareggio di Gelson Fernandes, è stata l'ennesima dimostrazione della qualità delle sue giocate: a Di Natale, basta una "mezza palla" giocabile per lasciare il segno sulla partita. E' un marchio di fabbrica, comune ai campioni: una prerogativa di molti attaccanti, come ad esempio il suo "dirimpettaio" Milito, rinato dopo le feroci critiche di inizio stagione e decisivo contro il Siena. La sfida tra i due bomber, entrambi fermi a quota venti reti, sarà senz'altro un motivo in più per seguire attentamente il posticipo di questa sera.

Nuovi orizzonti per l'Inter – Nonostante i piedi ben piantati a terra ed il bagno di umiltà del nuovo corso nerazzurro, l'Inter non ha nessuna intenzione di fermarsi dopo gli ultimi risultati positivi. Il lavoro di Stramaccioni, bene o male, comincia a vedersi e, nell'ambiente interista, qualcuno comincia a credere che la "mission impossible" del terzo posto, non sia poi così difficile da centrare. L'intento dell'ex tecnico della primavera interista è chiaro: vincerle tutte per conquistare un obiettivo vitale e per trovare una conferma che, fino a pochi giorni fa, avrebbe strappato sorrisi sulle labbra di molti. In primis Moratti che, però, si è dovuto ricredere sul nuovo "Tom Cruise" della panchina nerazzurra, capace nel giro di poche partite di agganciare il Napoli e di mettere nel mirino Udinese e Lazio che, Roma permettendo, sono le principali avversarie per il terzo posto.

Dentro o fuori – L'undici nerazzurro che si presenterà in campo questa sera, per la sfida verità con l'Udinese, sarà orfano di Samuel, fuori per tre settimane, e Maicon: due assenze pesanti che, aggiunte a quella di Sneijder, renderanno il compito difficile ai milanesi, già costretti a tornare a casa con i tre punti per evitare che svanisca il sogno Champions. Il "matto" Stramaccioni, così come lo ha definito il presidente in settimana, potrebbe schierare un attacco tutto argentino, composto da: Milito, Zarate ed Alvarez. Se così fosse, sarebbe una scelta che potrebbe suonare come l'ennesima bocciatura per Forlan che, dopo aver avuto problemi con Ranieri, sta confermando di essere una delle più grosse delusioni dell'Inter di quest'anno.