Il gesto di fair-play di Cristian, figlio di Francesco Totti, ha fatto il giro del mondo. Durante un torneo di calcio giovanile per Under 14 a Madrid, accortosi del portiere avversario in difficoltà, ha scelto di non approfittare di quella posizione di vantaggio preferendo fermarsi e attendere che il rivale (solo sportivo) fosse soccorso. Lo aveva visto a terra e la sua reazione è stata disarmante nella sua normalità: "Per me era importante sapere che stesse bene, del gol non m'interessava". Quando il ragazzo, 13enne, ha raccontato tutto in perfetto inglese ai microfoni ha alimentato lo stupore. E nulla c'entra il cognome che ha sulle spalle: è un esempio da seguire.

Avrebbe fatto la stessa cosa se fosse stato adulto e si fosse trovato nel bel mezzo di un match dove i punti valgono doppio e ogni gol può essere decisivo? Domanda insidiosa e ingiusta al tempo stesso. Lo ha fatto e basta… la speranza è che non smarrisca la retta via. a far sì che ciò non accada ci penseranno mamma Ilary – che finora ha sempre protetto il figlio dalle aspettative di quanti vorrebbero già incoronarlo erede del capitano e mettergli la maglia giallorossa addosso – papà Francesco.

L'ex ‘dieci' della ‘magica' ha commentato con ironia l'episodio di cui il figlio Cristian s'è reso protagonista: mica capita tutti i giorni di vedere un calciatore lanciato a rete che si ferma e rinuncia al gol solo perché il portiere non è in grado di opporsi in maniera piena, leale… Cosa gli ha detto? Gli ha fatto i complimenti oppure una risata bonaria, di quelle che ti rifilano quando sei ancora ‘pischello' poco avvezzo alle cose di campo? La risposta di Totti è esilarante.

Gli ho detto: non sei mio figlio, io avrei segnato e poi sarei andato dal portiere – ha ammesso Totti, ospite in Rai della trasmissione ‘Che tempo che fa' di Fabio Fazio -. Scherzo dai, ha fatto bene.