Toni: “Bayern punto più alto della carriera. Non allenerò, s’invecchia presto”

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Il centravanti italiano ripercorre la sua carriera ed esalta l’esperienza al Bayern Monaco che gli ha regalato grandi soddisfazioni. E l’Italia?

Un’ultima gara all’altezza della sua carriera. Luca Toni ha salutato il calcio giocato con il cucchiaio vincente che ha spianato la strada alla vittoria del Verona sulla Juventus. Un altro momento memorabile per un centravanti che nella sua avventura calcistica si è tolto tantissime soddisfazioni. Avventura ripercorsa in una lunga intervista alla Bild. Eccezion fatta per la vittoria dei Mondiali, ecco qual è stato il momento più bello della carriera di Toni: “Se escludiamo il mondiale, il momento più bello della mia carriera è la Bundesliga vinta col Bayern nel 2008”. Impossibile dargli torto visto che Toni sfoderò una stagione da urlo segnando la bellezza di 24 gol che gli regalarono il titolo di capocannoniere, e quello di miglior marcatore straniero della storia del Bayern. Un record questo, battuto proprio in questa annata da Lewandowski.

Il bomber conquistò i tifosi bavaresi che gli dedicarono addirittura una canzone “Numero uno”, che diventò subito un tormentone. Momenti memorabili che considera quella al Bayern l’esperienza più importante della carriera: “Un divertimento pazzesco. Sono ancora emozionato quando penso a quei festeggiamenti. Il Bayern rappresenta il punto più alto della mia carriera. E Monaco è una città incredibile, è la città tedesca più italiana che ci sia. Quando ci vado mi sento sempre a casa”. Certamente però gli anni tedeschi non furono tutti rose e fiori visto che Toni ebbe dei dissidi con Louis Van Gaal: “Ho avuto delle incomprensioni con Van Gaal. Per poco non venivamo alle mani”.

La Germania ha comunque portato fortuna all’ormai ex attaccante italiano che disputò un grande Mondiale nel 2006 impreziosito dal gol all’Ucraina nei quarti: “Il gol più importante della mia vita è il 2-0 all’Ucraina nei quarti del mondiale. Emozionantissimo segnare in quella competizione”. In terra tedesca Toni ha lasciato tanti amici, tra i quali quel Franck Ribery che ha formato con lui una coppia super. Questi i calciatori ai quali Toni è più legato: “Dario Dainelli, Giampaolo Pazzini e naturalmente Franck Ribéry”.

E adesso? Toni inizierà una nuova carriera da manager? L’attaccante apre a questa soluzione gradita più di quella legata alla panchina: “Non farò l’allenatore: si invecchia troppo in fretta. Forse farò il Manager: ne parlerò presto col presidente del Verona. Sono in debito con questa città”.

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