La nuova vita di Thierry Henry, l'ex calciatore della Francia e dell'Arsenal a 41 anni debutta ufficialmente da allenatore in panchina. Lo farà sulla panchina del Monaco che lo ha scelto al posto dell'esonerato Jardim per rialzare la squadra piombata al 18simo posto in Ligue 1, col rischio di restare impelagata nella zona retrocessione a lungo. E' lui, l'ex giocatore che in Italia ha vestito anche la maglia della Juventus, l'uomo giusto? E' lui la persona adatta nonostante alle spalle non abbia esperienza sufficiente? I dirigenti del club monegasco credono di sì e lo dimostra l'accordo triennale raggiunto: firma in calce al contratto, lunedì la presentazione e il ritorno a casa considerato che dal 1993 al 1999 (141 partite, 28 reti) Henry aveva indossato proprio la casacca della società del Principato.

Una sorta di trampolino di lancio prima di girare l'Euroa facendo tappa a Torino, a Londra e perfino a Barcellona in blaugrana. Nello staff del neo allenatore ci saranno Joao Carlos Valado Tralhao, allenatore della Under 23 del Benfica, e Patrick Kwame Ampadu, allenatore presso l'Accademia dell'Arsenal. Il passato da calciatore è indiscutibile, il presente da allenatore invece è un punto interrogativo. Henry non ha mai avuto la responsabilità di allenare in prima squadra e l'unica esperienza acquisita è stata l'avventura (dal 2016) nello staff tecnico della nazionale belga culminata con la partecipazione dei ‘diavoli rossi' al recente Mondiale di russia 2018. La sfida di Nations League tra Belgio e Svizzera (2-1) è stata l'occasione per salutare ufficialmente tutti, fare i bagagli e prendere il primo volo per rientrare in Francia.

In primo luogo, ringrazio l'As Monaco per avermi dato l'opportunità di allenare la squadra di questo club così speciale per me – sono state le prime parole di Henry, come riportato dal sito del club -. Sono molto felice di tornare qui ed estremamente determinato ad affrontare le sfide future. Non vedo l'ora di incontrare i giocatori per iniziare a lavorare insieme.