La Coppa dei Campioni 1985, una pagina nera del calcio mondiale e italiano, con la tragedia dell'Heysel che determinò quella tristissima serata in cui Liverpool e Juventus si stavano preparando a giocarsi la finale che avrebbe potuto coronare al meglio una stagione da protagonisti. Poi, la tragedia, prima del fischio di inzio; il dramma dei feriti, dei morti; l'intervento tardivo delle forze dell'ordine, le corse in ospedale; la partita giocata comunque; la vittoria; la coppa alzata al cielo. Tutto in un clima surreale che a distanza di oltre 30 anni Marco Tardelli, allora centrocampista di punta della Nazionale e della Juventus, ricorda perfettamente e che rinnega fermamente un trofeo macchiato dal sangue di tifosi innocenti: "Non ho mai vinto una Coppa dei Campioni", il suo ultimo grido in difesa dei familiari delle vittime e nel rispetto di chi oggi non c'è più.

L'elogio ad Allegri – Le dichiarazioni di Tardelli sono andate in scena durante una iniziativa benefica, il "Premio Bianconeri Amarcord", evento andato in scena a Monsano, provincia di Ancona, il cui ricavato è stato immediatamente girato alle popolazioni colpite dal sisma nelle Marche. Un'occasione per esprimere solidarietà con i più deboli e sfortunati, al cospetto di altri miti bianconeri come Massimo Bonini, Moreno Torricelli e Fabrizio Ravanelli, davanti a più di 800 tifosi della Vecchia Signora. Ricordando i vecchi allori e esprimendo il proprio positivo parere sulla Juventus attuale guidata da un Allegri troppo spesso criticato: "E' arrivato in finale di Champions League" ricorda Tardelli "e mi da fortemente fastidio quando sento rivolgergli facili accuse: io spero che Allegri resti ancora a lungo l'allenatore della Juventus".

La coppa insanguinata – E proprio sul tema Champions, Marco Tardelli ha voluto ribadire un concetto a lui caro, già espresso in passato, su quella serata del 1985 quando morirono 39 tifosi bianconeri: "Io non ho vinto nessuna Coppa dei campioni. O meglio, l'avrei vinta, certo, ma non la riconosco come una vittoria".