Cori, striscioni, tanti applausi e grande commozione. Quando la Curva dei tifosi del Taranto ha scandito il nome di Nadia Toffa poco prima del fischio d'inizio della sfida con il Fasano il pubblico dello stadio ‘Erasmo Jacovone' s'è unito nell'abbraccio ideale alla conduttrice de ‘Le Iene' morta il 13 agosto scorso a 40 anni a causa du un cancro al cervello. È questo uno degli omaggi che negli ultimi giorni sono stati dedicati alla donna che nel capoluogo pugliese era stata insignita della cittadinanza onoraria per essersi occupata più volte dell'Ilva e del tema ambientale in alcuni servizi. Luci soffuse e lampade colorate hanno fatto da corredo accessorio della coreografia pensata e messa in atto in memoria della giornalista salutata anche con un gigantografia (presente nel settore abitualmente occupato dalla parte più calda dei sostenitori rossoblù) e uno striscione in dialetto ‘Nuje assim pacc pe te!' che significa ‘Siamo pazzi di te'.

La commozione ai funerali di Nadia Toffa, da Le Iene alla gente comune: Ciao guerriera

"Ciao guerriera" è stato il saluto della gente comune che il 16 agosto, a Brescia, hanno voluto dedicare un saluto e una preghiera al feretro di Nadia Toffa. Nel giorno delle esequie c'era anche una delegazione di Tamburi, quartiere di Taranto dove la giornalista si era recata per realizzare inchieste sul più importante stabilimento italiano del colosso per la produzione e la trasformazione dell'acciaio. "Ciao guerriera", hanno ripetuto con le lacrime agli occhi i colleghi: sulla sua bara, Davide Parenti, ideatore del programma ‘Le Iene' ha poggiato la cravatta nera, accessorio della divisa che ha contraddistinto gli inviati speciali della trasmissione. "È stata bravissima a portare avanti tutto nonostante le condizioni di salute – ha raccontato Parenti – Nadia lo sapeva ma è andata avanti lo stesso, ha condotto il programma sapendo che sarebbe finita così".

La messa celebrata da don Maurizio Patriciello: Eri iena e colomba, hai lottato per la giustizia

A officiare il rito funebre celebrato il 16 agosto scorso è stato don Maurizio Patriciello, simbolo della lotta alla criminalità e parroco della Terra dei Fuochi in Campania, altro fronte giornalistico caldo di cui la conduttrice s'era occupata nella sue inchieste. Ed è stata proprio Nadia Toffa a chiedere al sacerdote che fosse lui a occuparsi della cerimonia. "Era Iena e colomba – ha ammesso don Patriciello nel corso dell'omelia -. Nadia ha avuto fame e sete di giustizia dove ci sono i più bistrattati, nella Terra dei Fuochi. Lei era dalla parte dei più deboli. Ha amato la verità e hai fatto del suo lavoro una missione".