Undici metri, undici passi. Come undici lunghi respiri. Sono i rigori a decidere la prima Supercoppa Uefa tutta inglese. Liverpool e Chelsea chiudono sul 2-2 dopo 120′ dai tanti volti, dai colori forti nella rivalità dall'elementare fascino cromatico: i rossi contro i blu. Apre Giroud, il Chelsea brilla nel primo tempo poi all'intervallo entra Firmino e cambia la partita. Mané segna due volte, pareggia Jorginho proprio su rigore. La stanchezza e la fortuna mantengono l'equilibrio fino alla serie dagli undici metri. Un tempo da percorrere d'un fiato come la corsa di Klopp che festeggia il quarto successo nella storia dei Reds. Un tempo da dimenticare per Abraham, che sbaglia l'unico rigore, l'ultimo della serie.

Un rigore che sarebbe stato da ripetere perché il portiere non tocca la linea con i piedi. Avrà il marchio della quarta sconfitta ai rigori del Chelsea nelle competizioni Uefa. Ma si rialzerà, il potenziale c'è. Lampard è andato a pochi secondi e pochi centimetri dal suo primo trionfo da allenatore, lui che aveva vissuto da giocatore la dolorosa sconfitta ai rigori in finale di Champions contro il Manchester United a Mosca, un'altra prima volta per le inglesi in Europa.

Chelsea, che inizio!

Jorginho, Kovavic e Kante schiantano per tecnica e ritmo in mezzo il Liverpool, che punta sulla muscolarità, sulla ricerca della verticalità. Parte meglio il Chelsea, nella prima Supercoppa Uefa tutta inglese, anche se solo il braccio di Christensen blocca al 6′ la rovesciata di Mané: non c'è rigore.

Il ritmo è frenetico, al mancino di Salah (16′) respinto da un Kepa capace di un riflesso da applausi, rispondono prima Giroud, ispirato due volte da Jorginho, poi Pedro. Protagonista in estate di un tacco al volo già candidato a gol più bello del precampionato, l'ex blaugrana entra in area in velocità dalla sinistra, calcia di potenza e scheggia la traversa allo scadere del primo quarto di partita.

Liverpool lento, Giroud colpisce

Giroud tenta una rovesciata ambiziosa, ma l'esecuzione non rispecchia la bontà dell'intenzione. Il Liverpool si accende con fiammate isolate, al 31′ Kepa frustra Mané da calcio d'angolo. Oxlade-Chamberlain, però, non è un fattore e il pressing della squadra di Klopp, alla panchina numero 800 in carriera, procede lento, disorganizzato.

Il Chelsea tratteggia un fraseggio rapido, fluido. Il pallone corre, le gambe seguono e danno forma alle idee. Lampard, che ha segnato nell'ultimo precedente con i Reds in Europa, il ritorno del quarto di finale di Champions League del 2009, ha mantenuto il buono visto nel primo tempo all'Old Trafford e provato a correggere gli errori che hanno scavato il divario nel secondo e condotto al 4-0 del Manchester United.

I Blues concretizzano la superiorità al 36′: taglio interno di Pulisic, Giroud arriva prima di tutti, incrocia rasoterra e festeggia il gol numero 29 nelle competizioni Uefa, il dodicesimo in 16 presenze con il Chelsea. Dà il meglio in Europa il francese, che tra Premier League e coppe nazionali ha realizzato appena sette reti in 49 gare con i Blues.

Pulisic si illude anche di aver raddoppiato, su un tiro fulminante che valorizza il lancio di Emerson Palmieri, ma il VAR confeziona una chiamata impeccabile e annulla per fuorigioco sottile.

Entra Firmino, cambia il match: pareggia Manè

All'intervallo, Klopp torna sui suoi passi, boccia Oxlade-Chamberlain, mette in campo Firmino e ricostituisce il trio d'attacco titolare. Il Liverpool ritrova punti di riferimento, schemi e meccanismi di gioco. Il brasiliano si ritrova destinatario del filtrante di Fabinho e in collaborazione con Kepa appena impreciso in uscita, confeziona il pareggio: Manè a porta vuota non sbaglia. Diventa così il primo giocatore africano a segnare in Supercoppa Uefa dalla rete di Frederic Kanoute del Siviglia contro il Barcellona nel 2006.

Firmino vede il gioco, apre spazi con un tocco, sveltisce l'azione del Liverpool, la snellisce nelle transizioni positive. Kepa trema sul tiro da fuori di Fabinho, Emerson alleggerisce sul ribaltamento ma Giroud non prende la porta. Al Chelsea non bastano i recuperi generosi di Kanté, lo scorrere dei minuti aggiunge pesantezza alle verticalizzazioni, alla circolazione del pallone dei Blues. Sparisce l'immediatezza del primo tempo, il Liverpool guadagna campo e libertà. Salah dialoga in area con Firmino prima e poi con Milner, che esce al 63′ per Wijnaldum, nonostante una prestazione più costante di Henderson.

Kepa salva il Chelsea

La partita si stabilizza su un equilibrio non definitivo ma almeno stabile. I ritmi scendono, come natura suggerirebbe alla vigilia di Ferragosto. E con la minore frenesia viene fuori la necessità del Liverpool di portare presto il pallone verso gli ultimi trenta metri vista la mancanza di un playmaker basso, un giocatore alla Jorginho, che possa abbassarsi e ragionare in fase di avvio dell'azione.

Il Liverpool si allunga, il Chelsea cambia: fuori Pulisic e dentro Mount, centrocampista classe '99 un po' timido al battesimo in Premier nel teatro dei sogni; in campo anche Abraham per Giroud. E' proprio lui a neutralizzare il diagonale rasoterra di Salah, ma è clamoroso il successivo intervento di Kepa, un capolavoro di agilità e prontezza di riflessi che frustra, con l'aiuto della traversa, i sogni di gloria di Van Dijk. E' invece la bandierina della guardalinee a strozzare la gioia di Mount: è il secondo gol annullato nel match al Chelsea.

La sfida resta incerta, Pedro non si risparmia, Salah galleggia nel match senza incidere fino in fondo. Si va ai supplementari.

Manè illude, poi il rigore di Jorginho

Klopp sostituisce Robertson per Alexander-Arnold, che si posiziona come terzino destro mentre Gomez si sposta a sinistra. E' proprio lui a dare il primo squillo, che fa preludio al raddoppio del Liverpooll. Sané riparte dopo una palla persa a centrocampo dei Blues, dialoga con Firmino che ha avuto un impatto decisivo sulla partita, apre il destro e ribalta la sfida. Mané, che esattamente tre anni fa debuttava con i Reds e si annunciava con un gol-capolavoro contro l'Arsenal all'Emirates, ha segnato 19 reti nel 2019 in tutte le competizioni con il Liverpool , meno solo di Sergio Agüero (20) tra i giocatori di Premier League.

Ma non è ancora finita. L'arbitro, la francese Stéphanie Frappart, concede un rigore non proprio solare ai Blues (fallo lieve di Adrián su Abraham, senza intervento del VAR presumibilmente perché non si può considerare chiaro ed evidente errore). Jorginho, freddo, aspetta l'ultimo secondo e spiazza il portiere.

Entrano Barkley per Kovacic nel Chelsea e Origi per Manè nel Liverpool. I Blues ci mettono impegno e forza di volontà, poi hanno un atout come Pedro che invita al tiro Abraham ma il diagonale dell'ex Aston Villa è appena troppo stretto. Si mette in proprio al minuto 113, doppia cifra e destro a giro: il Chelsea va a centimetri dal 3-2. L'ultima emozione è il destro potente di Mount, che chiama Adrian alla gran parata. Ma sono i rigori a scrivere il finale.