Trent'anni di Supercoppa Italiana, il più recente tra i trofei nazionali che celebrerà il compleanno mercoledì sera in trasferta, a Gedda, con la sfida in programma tra Juventus e Milan. Un trofeo che ha scritto pagine importanti all'interno del nostro calcio ritagliandosi nel tempo una propria dignità. Per i club ma anche per il prodotto italiano che grazie alla Supercoppa ha fatto il giro del mondo mietendo consensi e approdando in mercati fino a qualche anno fa impensabili.

Ma oltre ai 90 minuti (con relativi supplementari e rigori) di gioco, alla girandola dei tifosi che seguono in ogni occasione i propri colori, al business legato alla scelta delle sedi dove disputarla, la Supercoppa Italiana è anche una storia dei calciatori che l'hanno giocata. Campioni e non, dove qualche ‘Carneade' è riuscito ad entrare anche negli annali della storia del calcio italiano.

La prima finale, l'exploit di Mannari

La Supercoppa italiana si disputa dal 1988 ma tecnicamente la prima edizione venne giocata tra il Milan di Arrigo Sacchi e la Sampdoria di Vujadin Boskov, solo nel 1989 a causa delle Olimpiadi di Seul che avevano ritardato l'inizio della stagione 1988-89. Vinse il Milan per 3-1 e tra i marcatori, oltre alle stelle rossonere rapresentate da Rijkaard Van Basten, ci fu anche spazio per il primo dei bomber a sorpresa: Graziano Mannari. 

Una meteora rossonera che trovò però in quell'occasione la strada per la gloria personale. Classe '69, di professione attaccante, cresciuto tra le giovanili rossonere nel 1987 passa in prima squadra dove resterà fino al 1989 anno in cui passerà al Como. Per lui al Milan 18 presenze totali e soli 3 gol ma anche l'onore di aver alzato al cielo, oltre alla Supercoppa, anche uno scudetto e una Champions League.

Gli anni 80, gloria per Cucchi

L'anno successivo in campo scende l'Inter di Trapattoni campione d'Italia contro la Sampdoria vincitrice della Coppa Italia. altra gara che darà spazio ad un goleador per caso: il risultato finale sarà 2-0 per i nerazzurri, grazie al gol deòl solito Aldo Serena ma anche del compianto Enrico Cucchi. Il centrocampista cresciuto nel Savona aveva vestito la maglia interista già tra l'82 e l'87, per poi ritornarci dopo due stagioni in prestito nel 1989, giusto per vincere (segnando) in Supercoppa e alzare un tricolore. In 91 presenze con l'Inter solo due reti all'attivo.

Gli anni 90, Silenzi e Boghossian

Nella finale del 1990 tra Napoli e Juventus, nello show dei partenopei che riuscirono nell'impresa di segnare 5 reti ai bianconeri c'è anche spazio per un giovanissimo Silenzi, allora 24enne al suo primo anno in un grande club. Il suo gol fu uno dei sei che riuscì a piazzare nella sua avventura al Napoli durata 23 stagioni non proprio esaltanti, con 36 presenze e solo 6 centri complessivi. Sempre negli anni 90, ecco la finale del 1999 Milan-Parma, dove i ducali alzano al cielo il trofeo. In questo caso, l'eroe di serata è il centrocampista francese Boghossian che segna il definitivo 2-1, che in 4 anni di Parma segnerà solo 6 reti.

Gli anni Duemila, da Veron a Pasalic

Negli anni Duemila, ecco gli altri bomber per una notte. Nel 2005 per la vittoria di misura sui bianconeri, in Juventus-Inter 0-1  si inventa decisivo Juan Sabastian Veron, mentre due anni dopo, nel 2007 è la Roma a trionfare sui nerazzurri con una rete di De Rossi. Non certo due goleador di riprovata caratura in area avversaria. Ma è quasi una costante: Nel 2011 ci pensa Kevin Prince Boateng a mettere a segno una delle sue reti più pesanti nella finale del derby di Milano, per il 2-1 del Milan sull'Inter, fino alla rete di Pasalic, ancora con il Milan che ha la meglio sulla Juventus nel 2016 ai calci di rigore con il tiro decisivo dal dischetto dell'allora 21enne croato.

L'ultimo Carneade: Murgia

Fino a Alessandro Murgia, eroe della Lazio nella finale del 2017 quando i capitolini ebbero la meglio sulla Juve a suon di gol: 3-2 il tabellino finale con la rete decisiva del giovanissimo centrocampista romano che ad oggi nella Lazio ha totalizzato 31 presenze e solo 2 reti.