La notte di Gedda è bianconera. La Juventus vince la finale di Supercoppa italiana e riscatta Doha, al termine di una partita molto equilibrata, giocata sotto ritmo e decisa solo dal colpo di testa di Cristiano Ronaldo a metà ripresa. La nona finale tra le due squadre è stata dunque decisa dall'ennesima perla del portoghese: un gol che ha regalato ad Allegri il suo primo titolo stagionale e la sua decima affermazione da quando è arrivato a Torino. Dal King Abdullah Stadium, Gattuso e i suoi escono comunque a testa alta e dopo aver fatto tremare l'avversario sulla traversa di Cutrone: colpita quando il risultato era ancora sullo 0 a 0.

Equilibrio e poche emozioni

La prima emozione è all'annuncio delle due squadre. Gonzalo Higuain è in panchina a causa di un presunto attacco febbrile che lo avrebbe colpito e debilitato nelle ultime ore. Allegri deve fare a meno di Mandzukic e sceglie Douglas Costa come terzo attaccante. E' proprio il brasiliano a regalare la prima emozione della sfida con una conclusione che esce di poco dopo soli 3 minuti. Il Milan soffre inizialmente a destra, dove il ritorno di Cancelo crea non pochi problemi e un grande brivido a Donnarumma al 17esimo. Gattuso vede i suoi giocare in maniera attenta, ma ha però il solo Cutrone come terminale offensivo e dunque fatica a portare grandi pericoli nell'area di Szczesny.

I ritmi nei primi 45 minuti non sono altissimi e di questo ne trae maggior vantaggio il Diavolo. Ai lati di Cutrone ci sono Calhanoglu e Castillejo: i due giocatori che provano inutilmente ad impensierire Szczesny con due tiri abbondantemente lontani dalla porta juventina. L'altro grande protagonista atteso da tutti i tifosi, ovvero Cristiano Ronaldo, entra in partita solo al 43esimo con una splendida girata al volo che termina poco sopra la traversa di Donnarumma e che strappa applausi. Prima dell'intervallo, la miglior risposta rossonera ad un primo tempo di maggior pressione bianconera: tiro violento di Calhanoglu che Szczesny blocca in due tempi.

La legge di CR7

Mentre Higuain si scalda a bordocampo, il secondo tempo si apre con la clamorosa traversa colta da Cutrone: abile a calciare di sinistro da dentro l'area e sfortunato nel colpire il legno a Szczesny battuto. L'occasione rossonera blocca un po' le gambe a Chiellini e compagni, che lasciano campo alle ripartenze pericolose della squadra di Gattuso: scesa in campo con maggior determinazione. Nella formazione di Allegri è sempre CR7 l'uomo più pericoloso: suo un destro violento sul quale il portiere milanista ci mette i guantoni.

Nel momento migliore dei rossoneri, è proprio il portoghese a sbloccare il risultato al minuto numero 61 con un colpo di testa ravvicinato che beffa un incerto Donnarumma. Un gol che segna la partita e che costringe Gattuso a lanciare Higuain e Borini al posto di Castillejo e Paquetà. A rovinare i piani del tecnico milanista arriva però il rosso a Kessie: colpevole di un brutto intervento su Emre Can. L'inferiorità numerica autorizza il terzo cambio rossonero: fuori Cutrone e dentro Conti. Una mossa della disperazione che non produce risultati. I ritmi si abbassano ulteriormente e la Juventus protegge il vantaggio fino al novantesimo e fino alla conquista del suo primo titolo stagionale.