Il Napoli è la squadra che ha riportato il numero minore d'infortuni in Europa. Non ditelo ad alta voce, però, perché a giudicare da quanto accaduto nelle ultime settimane (Milik e Ghoulam finiti sotto i ferri per le operazioni ai crociati) la tentazione di ‘toccare ferro' da parte del club è fortissima. Eppure, è così: quanto a integrità fisica dei propri calciatori, gli azzurri vengono considerati una delle società virtuose nel ‘vecchio continente'. E' quanto si evince dall'Uefa Elite Injury Study, il rapporto elaborato dal Football Research Group e condotto dal professore Jan Ekstrand dell'Università svedese di Linkoping su 19 squadre internazionali che partecipano alla Champions League nel periodo compreso tra luglio e settembre 2017 (per questo lo stop di Ghoulam non figura nel dossier).

Si conferma così il trend positivo degli ultimi anni della squadra azzurra che finora ha fatto i conti solo con infortuni traumatici (rottura del legamento crociato) e non con malanni di tipo muscolare. Fattore questo che alimenta la fiducia nei confronti del lavoro di prevenzione svolto dallo staff medico partenopeo composto dai dottori Alfonso De Nicola (responsabile del team), Enrico D'Andrea e Raffaele Canonico.

Quali sono i parametri presi in esame. In particolare, il tasso medio di lesioni complessive riportato da tutte le squadre è stato di 4.2 lesioni per ogni 1000 ore di attività, con tassi individuali compresi tra 0.6 (del Napoli) e 9.7. Secondo le stime raccolte ciascun calciatore ha saltato 1.7 sessioni di allenamento a causa di infortuni, con una media che va da 0.1 (quella del Napoli) a 4.4. In media ogni giocatore ha dato forfait per 0.5 gare ogni mese. Un dato che per quanto riguarda la formazione di Sarri equivale a 0 rispetto al dato complessivo che va da 0 a 1.3 e comprende anche formazioni del calibro di Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid, Juventus, Manchester City e Manchester United.