Stoichkov cacciatore nella bufera per le foto del Safari

La foto non è recente ma risale al 2009. Sei anni fa Hristo Stoichkov, icona del calcio bulgaro ed ex del Barcellona, si lasciò immortalare accanto alla prede cacciate durante una battuta in Africa. Negli scatti l'ex giocatore appare sorridente, col fucile in pugno e fiero dei trofei impallinati: una zebra, una giraffa, un bufalo, un coccodrillo e un'antilope. E tanto basta a scatenare polemiche in Spagna, laddove i media iberici hanno criticato aspramente l'hobby che il Pallone d'Oro bulgaro dell'Est ha difeso già cinque anni fa rispondendo alle domande rivoltegli rivoltegli da un reporter di un rivista di settore Club de Caza. "Mi piace la caccia perché permette di fare nuove amicizie, conoscere luoghi e cucine differenti – ha raccontato allora l'ex campione dei blaugrana -. La caccia è sofferenza, può essere un grande piacere. La caccia è vedere come un branco di lupi bracca e poi si avventa su un cerbiatto. Per quanto possa sembrare feroce, la caccia è un po' come la vita che a volte sa essere spietata".
Nel suo racconto Stoichkov, oltre a narrare le gesta compiute, elenca anche i luoghi che ha frequentato. "Ho cacciato in Zimbabwe, in Namibia, in Mozambico – ha aggiunto -. Mi piace conoscere altre culture, altri Paesi e i loro paesaggi, studiare nuove tradizioni, entrare in contatto con nuove persone". Tirate fuori dal cassetto oggi, quelle immagini hanno alimentato la discussione accesa pochi giorni fa dalla pubblicazione in Rete di alcune foto che ritraggono César Cadaval, un membro del duo comico Los Morancos, contento per aver cacciato e ucciso un leopardo durante un Safari.

